Cronaca Otranto

La città della pace: ecco le nuove sfide per l'Unesco

Con l'assemblea di ieri, si è conclusa un biennio importante per il Club Unesco di Otranto: ora campagna iscrizioni e rinnovamento delle cariche, per rilanciare l'attività della "città della pace"

Un momento delle manifestazioni estive (foto di archivio)

OTRANTO - Un anno di impegno all'insegna dei temi della pace, del dialogo tra culture e dei diritti umani: con questo spirito, riparte il Club Unesco di Otranto che, ieri sera, nella cornice della Sala rettangolare del Castello aragonese, ha tenuto un'assemblea programmatica, aperta a tutti i cittadini della perla del Salento, per rilanciare l'attività da svolgere nei prossimi mesi, allargando alla partecipazione, con la nuova campagna iscrizioni, e per rendere conto di quanto realizzato nel recente passato.

A prendere la parola e a relazionare sul percorso del Club, il presidente, Enrico Risolo, che, dopo aver salutato i presenti, ha riepilogato la storia della realtà facente riferimento alla Federazione sul territorio otrantino. L'attività del Club, fin dalla sua nascita ad Otranto, nell'agosto 2008, è stata finalizzata al perseguimento di iniziative che applicassero le linee guida dell'Unesco, stabilite dallo Statuto Nazionale, ossia quelle della promozione dei temi della Pace e dell'affermazione dei diritti umani, nonché l'attenzione ai Beni culturali che "rappresentano - come sottolineato nell'intervento - la storia e la testimonianza di quei valori che, se andassero persi, comporterebbero la perdita dell'identità del proprio territorio".

I temi sono stati affrontati nel corso di una serie di dibattiti, incontri, convegni, ma anche appuntamenti nelle scuole locali, che in questi due anni hanno marcato le caratteristiche del Club Unesco di Otranto, affermando quanto e come la città, nella sua storia, sia stata protagonista sui temi dell'accoglienza e su come si sia sempre saputa inserire nel contesto dell'apertura al dialogo interculturale.

"Su questi contenuti - ha spiegato Risolo - abbiamo voluto indirizzare l'attività del Club Unesco di Otranto, ritenendo ci fossero i presupposti per inserirci nel programma che l'Unesco ha lanciato nel 2000, in occasione della dichiarazione dell''Anno della Pace', riguardante il Patrimonio Culturale dell'Unesco, differenziandolo dal programma del 1972 'World Heritage', comunemente conosciuto come Patrimonio mondiale dell'Umanità".

"Nel corso dell'ultimo anno - ha proseguito -, ogni sforzo è stato finalizzato al raggiungimento di tale riconoscimento da parte dell'Unesco di un sito che avesse le caratteristiche rispondenti a quel programma, e pensammo che la Cattedrale con il suo mosaico pavimentale ne avesse i requisiti, se non altro per la fama che ha a livello internazionale, ma ci rendemmo subito conto che fosse necessario un coinvolgimento di tutta la cittadinanza, e valutammo l'ipotesi di presentare la candidatura dell'intero Borgo Antico avrebbe dato più forza, considerando che l'intero centro storico ne rappresentasse 'il contenitore', pur coscienti che avremmo forzato un po' la tradizione del singolo monumento".

Questa possibilità, come ricordato nell'assemblea, è stata oggetto di attenta valutazione e nell'agosto 2009, in occasione della "Settimana del libro", ha preso il via l'iter dibattimentale, che, grazie alla stima e alla considerazione, che il Club Unesco otrantino si è costruito nel corso di questi due anni, sono state determinanti nell'iter procedurale, conclusosi appunto con l'accettazione della proposta dell'intero Borgo antico. Lo scorso 10 agosto, dopo la Seconda settimana della Cultura, è avvenuta la cerimonia della scopertura della targa celebrativa.


Ma nuove sfide attendono il Club, che dovrà lavorare alla continua tutela dei valori che hanno permesso alla città di ottenere il prestigioso riconoscimento: da qui, l'esigenza di far ripartire la campagna iscrizioni, in modo da poter nelle prossime settimane, con i nuovi tesserati, procedere all'elezione delle cariche, per rilanciare l'attività in programmazione e ribadire ancora una volta il ruolo strategico di Otranto quale "città della pace".

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