Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

La curva, il salto nel buio, lo schianto. Muore 32enne

Lucia Zompì, infermiera, è la vittima di un tragico incidente avvenuto poco dopo le 19 sulla San Donato-Copertino. L'auto sulla quale viaggiava è uscita dalla carreggiata, ribaltandosi su se stessa

L'auto sulla quale viaggiava la donna. Dietro, un'ambulanza e i carabinieri (foto LeccePrima)

Lucia Zompì faceva l'infermiera, aveva solo 32 anni, tre figli piccoli da crescere ai quali ora qualcuno dovrà raccontare la cruda e amara verità: la mamma non c'è più. Aveva scelto quel tipo di carriera che è rivestita dal crisma della missione. Soccorrere gli altri, stargli accanto nel dolore, accudire vite malate perché potessero rifiorire, rincuorarle sulle ambulanze, in quei viaggi a folle velocità sulle vie del Salento, a sirene spiegate verso qualche ospedale. La beffarda cecità del destino è anche questo. Rimanere schiacciati in un abitacolo trasformato in una mortale gabbia centrifuga, senza nessuno accanto che per una volta possa prestare soccorso a chi ha sempre teso una mano agli altri. I suoi occhi devono essersi chiusi subito. Forse Lucia non ha neanche avuto il tempo necessario per realizzare quanto stesse accadendo. La curva nel buio, un giro nel vuoto. Lo schianto. Nero.

La violenza dell'impatto, avvenuto poco dopo le 19 di sera, è scritta a chiare lettere nell'immagine di una Fiat Brava con il muso rozzamente schiacciato sul terreno. Frammenti di vetro e qualche oggetto sparsi sull'asfalto gelido, gli ultimi fotogrammi della vita di una giovane mamma cancellata dalla strada-killer. Correva sulla San Donato-Copertino, Lucia Zompì, quando la curva maledetta s'è l'è portata via. Aveva tantissimi amici, estimatori fra i colleghi: lavorava all'Asl di Nardò, faceva volontariato nel 118. Molti erano lì, dopo l'incidente, ad osservare impotenti l'ennesima disgrazia alla quale non poter porre rimedio, questa volta così vicina nei loro cuori.


La dinamica è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Lecce, che sono intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco e alle ambulanze dei suoi colleghi. Sembra che l'auto si sia ribaltata dopo la curva, finendo nell'altra carreggiata, avvitandosi su stessa, concludendo la corsa contro un muro. Per la giovane infermiera, originaria di Noha, frazione di Galatina, ma residente a Leverano fin da quando si era separata, non c'è stato nulla da fare. Fatali le gravissime ferite riportate alla testa. L'unica, magrissima consolazione, più una constatazione che altro: non passavano altre auto, in quel momento. O il bilancio adesso potrebbe essere ancor più grave.

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