Cronaca

La denuncia dell'Osapp: sette coltelli trovati in una sezione del carcere

E' un reparto con regime di sorveglianza dinamica di Borgo San Nicola. Il sindacato di polizia penitenziaria si scaglia contro le scelte politiche

LECCE - Sette coltelli di tipo rudimentale sono stati sequestrati, per il momento a carico di ignoti, dagli agenti di polizia penitenziaria nella sezione 4 del reparto C2 della casa circondariale di Lecce. La notizia è stata diffusa da Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’Osapp, una delle sigle sindacali di riferimento degli agenti che lavorano nelle carceri.

Si tratta di una sezione con regime di sorveglianza dinamica (in breve, la possibilità di muoversi per diverse ore al di fuori delle celle, nella propria sezione) riportata per ora a standard ordinari per ovvi motivi  di sicurezza e dove, peraltro, si sono già registrati problemi di varia natura, come aggressioni ad agenti (settembre 2016), fra gli stessi detenuti (agosto 2014), persino una maxi-rissa, una sorta di derby fra leccesi e baresi (aprile 2014).  

Montesano ritiene che quest’ennesimo episodio non faccia altro che gettare ulteriore discredito sul regime aperto. Una scelta politica che l’Osapp contesta da sempre. “Una situazione ormai drammatica e apparentemente senza via d'uscita è ciò che contraddistingue le condizioni, l'organizzazione e la vivibilità  lavorative  del personale di polizia penitenziaria negli istituti penitenziari dell'intero territorio nazionale  e, in particolare , della regione Puglia”, dichiara il segretario.

I problemi, quelli di sempre: sovraffollamento, immobili vetusti, organici ridotti rispetto alle esigenze, scarsità di mezzi, e fondi per i servizi delle traduzioni, diritti lavorativi a volte impossibili da fruire, come riposi e congedi.

“Tali condizioni – continua -, mai così rilevanti e  gravi,  benché  generali  e diffuse, assumono tinte ancora più  fosche  in  regioni  quali  la  Puglia  in  cui, alla pressoché completa assenza di prospettive e di risultati nell’amministrazione penitenziaria si uniscono i rischi per la sicurezza interna ed esterna agli istituti connessi alla particolare tipologia della popolazione detenuta”.

“A riguardo - conclude in aperta polemica Montesano - visto l'andazzo dell'attuale amministrazione penitenziaria rivolta a garantire le migliori condizioni per i detenuti e assai meno indirizzata a  migliorare la sicurezza delle carceri italiane e condizioni di servizio ottimali per il personale di polizia penitenziaria, è assai probabile che del tentativo di evasione a Foggia (fatto che risale a qualche giorno addietro) e gli esiti  dell'operazione odierna a Lecce ben poco interesse desti nelle autorità amministrative e politiche competenti se non per l'individuazione di quelle responsabilità che sicuramente andranno a ricadere nel personale e non in chi sta conducendo e condotto  allo sfascio il sistemapenitenziario italiano”.

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