Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Ugento

La difesa dei Colitti: "Le indagini? Sono sbagliate"

Ieri le arringhe difensive degli avvocati Francesca Conte e Roberto Bray nel processo contro Colitti junior, accusato insieme al nonno dell'omicidio di Peppino Basile. La sentenza prevista dopo Natale

Gli avvocati Conte e Bray.

LECCE - "Vittorio Luigi Colitti è innocente". E' stata la prima giornata dedicata alla difesa del giovane imputato dell'omicidio Basile, accusato di aver trattenuto il consigliere provinciale Idv mentre il nonno - a detta dell'accusa - lo trucidava con 24 coltellate. Il primo a prendere la parola in aula è stato l'avvocato Roberto Bray, che difende Colitti junior insieme alla collega Francesca Conte.

"Le prove acquisite a carico di entrambi erano praticamente identiche; perché la procura presso il Tribunale dei minorenni ha richiesto il rito immediato ritenendo quindi schiaccianti le prove nei confronti dell'imputato, perchè ha chiesto la proroga dei termini delle indagini? Forse perché per il Tribunale ordinario ancora qualche dubbio sussiste?", si è chiesto il legale. "Vi chiediamo di pronunciare una sentenza coraggiosa che faccia giustizia. - ha detto rivolto al collegio giudicante -Una sentenza che abbia il coraggio di affermare che nell'ambito di questa istruttoria dibattimentale non vi sono indizi gravi, precisi e concordanti contro l'imputato. Una sentenza che abbia il coraggio di affermare l'assoluta superficialità con cui sono state condotte le indagini".

L'avvocato Bray ha spiegato come gli investigatori, a suo avviso, abbiano abbandonato troppo presto le piste alternative, e cioè quella politica e quella riconducibile alla vita privata di Peppino. E ancora, l'insussistenza del movente, il fatto che nessuno a parte l'estetista thailandese abbia mai parlato di contrasti fra Basile ed i Colitti. Alla fine della sua arringa, Bray ha chiesto per il suo assistito l'assoluzione per non aver commesso il fatto.

Poi è toccato all'avvocato Francesca Conte. La penalista ha prodotto una memoria difensiva di 468 pagine, nelle quali demolisce punto per punto tutto il teorema accusatorio edificato dall'accusa. "L'unica colpa di Vittorio - ha tuonato la Conte - è stata quella di aver mentito sull'orario di rientro a casa. Se non l'avesse fatto oggi non saremmo qui". I Colitti, brava gente. Gente umile, che può aver sbagliato per ingenuità ma non per cattiveria. I membri della famiglia sono stati sentiti tante volte nel corso delle indagini, troppe per non cadere in cottraddizione. "Per queste persone è assurdo trovarsi in un processo del genere". Questa mattina si tornerà in aula per la parte conclusiva dell'arringa. La sentenza è prevista dopo Natale.

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