"La Fenice Srl", riabilitato il centro cottura di Galatone dopo le verifiche

L'Asl ha terminato gli accertamenti. E intanto, sono state impugnate le revoche dei Comuni di Gallipoli e Nardò

Nella foto: la direzione generale dell'Asl.

GALATONE – E’ stato riabilitato il centro cottura di Galatone della ditta “La Fenice” Srl, che sorge in via Migliaccio. Una vicenda che riserverà probabilmente anche strascichi sul piano giudiziario, visto che la società ha già conferito mandato di impugnare le decisioni dei sindaci di Nardò e Gallipoli, circa la revoca dell’appalto.

La ditta è stata informata da una nota inviata dall’Asl di Lecce di aver concluso positivamente il procedimento di verifica. “E’ un primo importante risultato perché attesta come la ditta ha sempre prestato la massima collaborazione alle autorità competenti e quindi all’Asl”, commenta l’avvocato Pietro Quinto, che oltre le diffide ai Comuni, ne ha inviata una all’Asl. “L’obiettivo era dare garanzie sulla perfetta idoneità della struttura e sull’assoluta igienicità delle lavorazioni”.

I legali della ditta sostengono di aver offerto fin dall’inizio collaborazione per dimostrare che gli episodi di Nardò e Corigliano d’Otranto (presunte tossinfezioni, quasi duecento casi nel primo comune) non fossero imputabili all’operato del centro cottura, ricordando di aver sottoposto subito il personale ad accertamenti e i campioni di cibo alle analisi.

“Eravamo e siamo sicuri che gli accertamenti si sarebbero conclusi a nostro favore”, aggiunge l'avvocato Quinto. “Non abbiamo avuto alcuna difficoltà a porre in essere interventi aggiuntivi di sanificazione e disinfestazione e abbiamo adottato ulteriori accorgimenti a maggiore tutela e garanzia delle nostre lavorazioni”. Come si ricorderà, l’Asl aveva formulato, dopo i primi accertamenti, diverse osservazioni.  

“L’Asl – spiega ancora l’avvocato -, dopo aver effettuato tutte le verifiche e dopo aver acquisito i risultati delle contro analisi fatte effettuare dalla ditta sul personale che hanno escluso qualsivoglia forma di salmonella, ha concluso positivamente la verifica, così superando la sospensione delle attività del centro”.

Nei giorni scorsi la ditta aveva messo insieme i risultati delle analisi sul personale, quelle sui locali e sui campioni dei pasti e aveva diffidato l’Asl a chiudere il procedimento di verifica. L’avvocato Quinto, intanto, proprio alla luce degli ultimi accertamenti, ha impugnato le risoluzioni dei contratti già avanzate da alcuni Comuni di fronte al Tribunale civile. Si chiede di riesaminare le decisioni, ritenute da “La Fenice”, “frettolose e gravemente lesive dell’immagine”.

A Parabita, rispetto a Gallipoli e Nardò, il primo cittadino non ha rescisso il contratto, ma si sta avvalendo di un altro centro cottura della stessa ditta, quello di Collepasso. Una decisione assunta ieri, prima che si conoscesse dell’esito sul centro di Galatone.

“I risultati e le verifiche delineano un quadro che porta ad escludere un rapporto di causa-effetto tra l’attività del centro cottura e gli episodi che sono stati definiti di intossicazione alimentare pur non presentando quelle sintomatologie proprie della intossicazione”, aggiunge l’avvocato Quinto. “La riapertura del centro cottura consente alla ditta di assicurare, senza dubbio alcuno, quei servizi all’utenza scolastica che molti Comuni hanno sospeso proprio in attesa delle verifiche”.

Del caso si sono occupati anche l'avvocato Alberto Egidio Gatto, che ha collaborato per la parte documentale e seguendo le fasi iniziali di questa vicenda con Graziana Rizzo, consulente di igiene e sicurezza degli alimenti de “La Fenice Srl”.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Lecce, dal canto suo, conferma in una propria nota che il provvedimento conclude la procedura di sospensione avviata il 4 novembre scorso, registrando la correttezza della documentazione presentata e l’esito favorevole dell’ultimo accertamento svolto dai tecnici dei Servizi veterinari e medici (Siav B Asl Lecce Area nord e Sian Asl Lecce Nord) all’interno del Centro cottura pasti il 17 novembre scorso.

Nel provvedimento notificato, infatti, i Servizi dipartimentali scrivono d’aver “esaminato le comunicazioni presentate dalla ditta e che dalla valutazione delle stesse e della documentazione in esse allegata si è accertato che la ditta aveva provveduto alla rimozione delle  non conformità del dispositivo, fornendo evidenze oggettive dell’aver riportato l’intera attività produttiva sotto il pieno controllo ed all’interno del rispetto delle norme vigenti”.

Dagli atti risulta quindi che l’operatore del servizio di ristorazione collettiva ha ottemperato a tutte le prescrizioni stabilite dall’Autorità sanitaria, presentando documentazione medica (con esito favorevole) del personale del centro cottura di Galatone e realizzando un piano straordinario di sanificazione e disinfezione della struttura.

E’ stata anche presentata documentazione che attesta la riduzione di 450-500 unità del numero dei pasti giornaliero, così come il numero degli addetti presenti contemporaneamente, in modo da rispettare il rapporto tra personale, spazi e servizi igienici (massimo quindici unità per turno) e, nel contempo, le prescrizioni strutturali richieste dallo Spesal (dotazione di servizi igienico-assistenziali e assenza di comunicazione con i locali adibiti alla preparazione dei pasti).

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Secondo l’Asl di Lecce, il provvedimento può restituire serenità alle comunità locali. D’altro canto, l’azienda sanitaria continuerà a effettuare costanti controlli, così come da accordi presi con i sindaci durante l’incontro avvenuto in Direzione generale.

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