“La guerra in Iraq mi ha cambiato la vita, ma non mi ha reso uno spacciatore”

Il racconto del 44enne di Alezio arrestato un mese fa a Gallipoli per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Nei giorni scorsi, il tribunale del Riesame ha revocato i domiciliari e gli ha imposto l’obbligo di presentazione ai carabinieri

ALEZIO - "La guerra in Iraq mi ha stravolto la vita. Sono cambiato da allora, faccio un grande uso di marijuana, ma non sono uno spacciatore", si è difeso così l’ex militare Luca Cherillo, il 44enne di Alezio arrestato il 25 giugno scorso per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È questa la versione resa durante l'interrogatorio davanti al gip Sergio Tosi che lo lasciò ai domiciliari e tornata nei giorni scorsi all'attenzione del tribunale del Riesame che ha invece revocato la misura.

Adesso, l'uomo avrà solo l'obbligo di presentarsi ai carabinieri ogni sera alle 19, così come ha disposto il collegio presieduto dal giudice Carlo Cazzella chiamato a valutare la sua istanza formulata attraverso gli avvocati Stefano Stefanelli e Paride Marti.

I guai per Cherillo, residente da anni con la famiglia a Reggio Calabria, dove lavora per i cantieri navali, iniziarono durante un controllo stradale. Gli agenti delle volanti, mentre percorrevano una via periferica a Gallipoli, notarono un'auto sospetta e la fermarono. Al volante, c'era lui, il 44enne, che dalle verifiche risultò avere una condanna patteggiata per droga. Nel mezzo, i poliziotti trovarono 3,5 grammi di marijuana e in casa altri 80 grammi della stessa sostanza. Sostanza che, stando alla sua versione, avrebbe iniziato a produrre nel periodo del lockdown e che avrebbe usato anche per preparare tisane rilassanti e trovare sollievo per quanto patito in Nassyriya per sei mesi nel 2004.

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