Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Maglie

La lunga attesa per Ruby, tra cori di proteste e fischi

Fischi, cartelli e dissenso. Non è stata un bella accoglienza per Karima el Mahroug, al secolo Ruby. La ragazza è giunta in limousine all'ingresso del TempoZero intorno alla mezzanotte. Superscortata

L'ingresso dello locale, ricavato in uno storico palazzo di Maglie. Porta semisocchiusa.

MAGLIE - Non c'è nulla da scandalizzarsi se Karima el Mahroug, al secolo Ruby, dopo avere rubato i cuori alla Milano da bere, arriva a Maglie.

Come non c'è da restare sorpresi se nordiche addette stampa minigonnate dell'entourage, atterrate al Papola di Brindisi, proseguendo in Suv per 70 chilometri verso sud, giunti a destinazione versano gocce di riflessioni sul clima che delude: "Ma come, pensavo che qui avremmo trovato 40 gradi e invece fa proprio freschino". Già, vai a spiegare che 'qui' tira pure la tramontana e l'inverno esiste da sempre.

Ruby, imprenditori dello spettacolo e il seguito del circo mediatico del nulla artistico ce lo meritiamo tutto. Se lo sono conquistato paradossalmente chi protesa, un centinaio tra curiosi e ragazzi con i fischietti e coro Vergogna; chi ignora l'evento, ma se lo merita, soprattutto, chi li aspetta, chi si sente dentro il sistema e paga per assicurarsi un posto in prima fila. Una sessantina le prenotazioni per la cena. Molti meno ne abbiamo visti entrare. Ma ci potremmo essere sbagliati.

A Maglie, questa sera, per seguire cosa accade in una cittadina del Salento la cui notorietà affonda le sue radici nella politica e stop. Ma hai detto niente. Comunque. Ruby c'è. Al TempoZero, ristorante e lounge bar. Lounge bar, sì. Che tenta il botto.

Come, finché la fiamma è 'artisticamente' viva, hanno tentato il colpo, riuscendoci si e no, mezze discoteche d'Italia. Per non parlare del magnate austriaco che la Ruby l'ha portata perfino al Ballo dell'Opera di Vienna. Una carezza dai mille rimandi all'Economia. Una sorta di promozione delle vendite. Champagne, applausi e flash. C'est la vie.

Ora, perché Ruby e seguito non dovrebbero essere qui, a Maglie, a riproporre la replica infinita dello show business? Perché no? Chi non ha contribuito, magari facendo finta di niente, e chi invece sì, dichiarandolo apertamente, di sentirsi parte integrante della famiglia auditel by televisioni commerciali, quelle che 30 anni fecero capolino nell'etere italiano? Quelle che tra uno spot e l'altro bruciano la memoria del giorno prima e fanno del presente, qui e ora, il mantra per l'ottenimento di un posto alla ribalta?

Siamo in ballo tutti e tutti vanno da Ruby. Se non ci vanno, sono lì. Col pensiero. Anche se di passaggio. Ma sono lì. Si va da Ruby. Come si vanno a vedere i tronisti, i grandi fratelli, gli isolani famosi quando si concedono alle discoteche sotto lauti compesi.

Senza né arte, né parte ti ritrovi con un 'mestiere'. Questo è il miracolo che conta. Altro che lacrime di sangue. E poi, che bisogno c'è del sapere? Chi sono io? Un tronista. Tanto per dire. Vuoi mettere? E tu cosa fai nella vita? Un autista del bus. Si, va be'.

E' il tour del vuoto. Senza confini. Una magma vuoto. Che risucchia. E annienta. E ci si sente ancora più vuoti ben sapendo che questo Salento è coda, quasi sempre appendice di qualcosa avvenuto già da qualche altra parte. Stasera Maglie si offre per dare spazio alla millesima replica della grande Prima inaugurata tempo addietro, lontano da qui. E in quel preciso momento, secondo spaccato, mentre altrove i festini incalzavano, a Maglie, per esempio, giravi per strada e trovavi solo auto che giostrano a vuoto. Ma stasera, la cittadina del sud c'è. Eccome. Scusate il ritardo.


Dalle 20 i cori contro Ruby si alzano. C'è qualche mamma con al seguito la figlia. Ragazze, soprattutto, acqua e sapone, i loro compagni. I cartelli. I volti del premier. Una lunga attesa fino alle 23.45. Poi arriva la limousine bianca, infinita. Si ferma sotto il TempoZero. Gli animi di scaldano. I telefonini registrano. Ma poi, inaspettatamente l'auto riparte. Fa il giro dell'isolato e ritorna. Gli uomini della sicurezza si scambiano voci con l'interfono infilato nell'orecchio. La limousine riappare. I cori ripartono. L'auto si ferma al solito posto. Sale l'attesa. Ma nessuno scende. E' la tecnica della sicurezza. All'improvviso si apre una portiera. Ruby appare per qualche secondo, il tempo di infilarsi nel locale e sparire velocemente. Nel vuoto.

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