Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

"La Posta di Squinzano? Un trappola per noi disabili"

Diego Petrelli, diversamente abile di 30 anni, mette a nudo diversi problemi. E' stato installato un servo-scala, ma non si può usare oltre le ore d'ufficio e l'accesso è impossibile in altri modi

L'ingresso dell'ufficio postale.

Situazioni simili sono fin troppo frequenti in una nazione che a tratti esibisce in modo quasi imbarazzante tutta la sua indolenza. Non un buon segno. In Italia, soprattutto al Sud, c'è ancora molto da lavorare per porre l'accento sulle problematiche che vivono i disabili. Immersi in un quotidiano fatto di piccoli gesti naturali, spesso non ci si rende conto che i più semplici automatismi, come salire i gradini di una scala, possono essere ostacoli insormontabili per chi abbia avuto meno fortuna nella vita. Diego Petrelli, 30enne, disabile di Squinzano, è una persona attiva, anche nel lavoro: opera nel settore oleario. Ma dove non arriva lui, con le sue forze, ha necessità che la società compia un piccolo gesto, e gli allunghi la mano. Nei prossimi giorni vorrebbe contattare Fabio & Mingo di "Striscia la notizia". Intanto, si rivolge a LeccePrima per segnalare il disagio quotidiano di chi si deve recare presso l'ufficio postale di Squinzano.

"Finalmente l'hanno sistemata - esordisce con una punta di sarcasmo: - tant'è che hanno fatto la scala con il primo gradino di 5 centimetri più alto, per cui nello scendere rischi di cadere. Secondo - prosegue Petrelli -, hanno messo il servo-scala, ma guai a chi lo tocca, perché per usarlo devi chiedere ordine al direttore, ma visto che i parcheggi lì vicino "abbondano", se uno come me va per prelevare quando l'ufficio postale è chiuso il servo-scala lo puoi solo salutare. Sarò estremista, ma vi chiedo: è legittimo che mi senta preso in giro? Io e tutti quelli appartenenti alla mia categoria. Il presidente dell'Associazione disabili ha scritto una lettera, tempo addietro, ma forse bisognerebbe protestare di persona sotto la sede e far sentire le nostre ragioni".

La lettera fu inviata verso la fine di febbraio, proprio per segnalare alcuni difetti nella risistemazione dell'ufficio. Come dire: non basta la buona volontà nel voler abbattere le barriere architettoniche; serve anche un buon lavoro. Ma a quanto pare, le operazioni sono andate avanti comunque. E così, oggi, sono diversi i problemi evidenziati, e segnalati anche da diversi amici di Diego Petrelli. L'aspetto più bizzarro è che un disabile, per poter utilizzare il monta-scala, come si diceva, deve rivolgersi necessariamente a qualche impiegato dell'ufficio, ma per fare questo deve urlare come un forsennato: il campanello è posto sulle scale, vicino all'ingresso. Senza considerare che, in orari di chiusura dell'ufficio, non si può accedere al bancomat: manca la tastiera sul monta-scala, e, ovviamente, non si può chiamare nessuno.


Una forma di cautela per evitare che il vandalo di turno possa entrare in azione? La telecamera posta in alto, rispetto al postamat, serve proprio a scongiurare questo. Allora, come risolvere il problema? Forse bisognerebbe ricavare in qualche modo lo spazio per creare uno scivolo, invece di installare un montascale. Ma prima di far questo, occorrerebbe venire incontro anche alle persone più anziane, e non solo ai disabili: all'imbocco della scala, come è ben evidente dalla foto, non c'è un passamano adeguato per chi ha difficoltà a salire e scendere. Il sindaco Giovanni Marra, fa sapere Diego Petrelli, è stato informato ed è disponibile a concorrere nel cercare una soluzione adeguata.

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