Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

La Procura ripiega sui volontari. Insorge la Cgil che scrive ai ministri

La scelta di avvalersi di personale a titolo gratuito per arginare le carenze d’organico fa scattare sull’attenti il sindacato. “Si possono assegnare tali incombenze a persone estranee alla giustizia? Che ne sarà della qualità?"

LECCE – Se la pubblica amministrazione è in affanno, è lecito aspettarsi di tutto? La notizia delle ultime ore, relativa all’escamotage improvvisato negli uffici della procura di Lecce, fa riflettere. Nel tentativo di arginare le carenze di organico, la scelta è stata quella di avvalersi di personale volontario. “Non è uno scherzo – tuonano i segretari regionali e locali della Funzione pubblica Cgil, Biagio D’Alberto e Simone Longo – la notizia, purtroppo, ha tutti i crismi dell’ufficialità”.

I due sindacalisti hanno deciso di accendere i riflettori sulla vicenda, coinvolgendo direttamente i ministri della Funzione pubblica e della Giustizia, Filippo Patroni Griffi e Paola Severino.

“Comprendiamo che l’agone della campagna elettorale fa passare in secondo piano ogni altro evento, però le pubbliche amministrazioni continuano a funzionare e all’interno di queste, spesso si consumano scelte che non possono essere ignorate. – si legge nella missiva inviata ai dicasteri romani - Ci piacerebbe sapere se il protocollo firmato tra la procura ed il Comune di Lecce che ha riportato in servizio alcuni volontari pensionati sia stato portato alla vostra conoscenza ed abbia avuto anche il relativo avvallo”.

Nello stupore della notizia, secondo i sindacalisti, emergono alcune contraddizioni: “Come si concilia il fatto che attraverso la spending review il governo in carica si è fatto vanto di tagliare gli organici pubblici, lasciando invariati i servizi, e qui a Lecce bisogna far ricorso alla disponibilità ed alla generosità di privati cittadini che prestano gratuitamente la loro opera per arginare  lo stato di precarietà e sofferenza dell’attività della procura?”.

“Siccome stiamo parlando di servizi che nel nostro ordinamento hanno un ruolo fondamentale, può lo Stato assegnare quest’ incombenza a persone estranee alla giustizia? – continua la lettera - Vorremmo portare ancora alla vostra attenzione che a questi privati cittadini saranno affidati documenti di enorme delicatezza come atti di indagine o verbali di interrogazioni; chi garantisce il grado di sicurezza nella gestione di questi atti?”

E ancora: “Non sfuggirà a voi ministri, che essendo dei volontari non retribuiti, le persone coinvolte, non hanno nessun obbligo di continuità; se verranno  meno al loro impegno, cosa che possono fare in qualsiasi momento, come si provvederà a sostituire il lavoro avviato?”

“Condividiamo tutti che le pubbliche amministrazioni hanno bisogno di innovazione e di semplificazione. È difficile immaginare che la soluzione possa essere affidata alla residualità del volontariato. La giustizia è un luogo simbolo del presidio di legalità dello Stato; non si può dare l’idea della smobilitazione e dell’abbandono. – si legge in conclusione -             Siccome siamo nel vortice della campagna elettorale, quando si parla dei servizi pubblici, invece di ascoltare il solito ritornello della “riforma della pubblica amministrazione”, che sottinteso significa “ancora tagli”, ci piacerebbe comprendere come vengono assicurati ai cittadini servizi di qualità e prestazioni a carattere universale, combattendo gli sprechi, ma incentivando ed investendo dove necessita”.

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