Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

La quarta mafia cambia volto: meno sangue, più affari e sempre tanta droga

L'analisi del direttore della Dia di Lecce per il secondo semstre del 2017. Mancano i veri boss ma preoccupano le imminenti scarcerazioni

Il vice questore Carla Durante.

LECCE – Nel Salento, così come nel resto d’Italia, le organizzazioni criminali hanno cambiato volto, trasformandosi in una “mafia intellettuale e affaristica”, dove le stragi e i morti ammazzati hanno ceduto il passo alle infiltrazioni nel tessuto sociale, economico e politico. Non è un caso, del resto, se in provincia di Lecce vi sia stato lo scioglimento di ben due amministrazioni comunali, quella di Sogliano Cavour e Surbo. In aumento anche le interdittive antimafia, ben sette. E’ quanto emerge dalla relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2017. “E’ necessario – ha spiegato il vice questore Carla Durante, direttore della Dia di Lecce - affinare la strategia d’intervento, a cominciare dalle misure di prevenzione patrimoniali”.

Video: parla il vicequestore Carla Durante

Tra i metodi maggiormente utilizzati a contrasto dell’illegalità c’è proprio l’aggressione ai patrimoni, uno dei punti di forza della Dia sin dalla sua nascita, a metà degli anni Novanta. Fondamentale anche l’analisi delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, da valutare caso per caso, e la prevenzione sugli appalti, uno dei grandi interessi dei clan, che auspicano di poter interagire con la pubblica amministrazione. “Si è creata una sorta di borghesia criminale – spiega il direttore della Dia –, formata da professionisti che prestano la propria attività a servizio della mafia, che ha bisogno di figure professionali capaci di agire per conto dei vari gruppi”.

Il rapporto: così cambia il volto della criminalità

“In provincia di Lecce – commenta il vice questore Durante – la Scu è ormai sprovvista di un’univoca leadership e di figure carismatiche capaci di ricompattare e rinsaldare le diverse consorterie criminali, connotate da profili d’instabilità. Una criminalità meno verticistica e più orizzontale, anche se preoccupa l’imminente scarcerazione di alcuni boss condannati nei maxi processi, che potrebbero cercare di riorganizzazione i propri gruppi e puntare alla riaffermazione sul territorio”.

Traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e usura rimangono i canali di approvvigionamento dei gruppi criminali, con l’Albania che rimane il maggior fornitore di droga, soprattutto marijuana, disponibili in quantità pressoché illimitate e destinata anche a rifornire altre regioni e altri Paesi europei.  

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