Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

La sexy prof ribalta le parti e accusa: pedopornografia

I legali della docente chiedono alla Procura dei minori di aprire un fascicolo sui ragazzi per pornografia minorile. E si appellano ad una sentenza della Cassazione del 12 luglio 2007

Se da una parte la professoressa di matematica di Monteroni deve rispondere di atti sessuali con minori e corruzione dopo il video sexy girato in classe, e poi mandato su YouTube - dove si vede l'insegnante mentre viene palpeggiata da cinque studenti - dall'altra i legali della donna, Massimo Bellini e Elvia Belmonte, sostengono la difesa della loro cliente con un altro esposto querela, presentato alla Procura dei minori lo scorso 13 settembre, contro i ragazzi della sua ex classe, rei di aver reso pubblico il video facendolo girare da telefonino a telefonino. Chiedono in altre parole alla Procura di aprire un fascicolo sui ragazzi per pornografia minorile.

Si appellano i legali della prof, ad una sentenza della Corte di cassazione del 12 luglio 2007, che accusa di pedopornografia il minore che diffonde filmati di sesso tra coetanei. Ed è ciò che gli studenti dell'Istituto tecnico in cui insegnava la professoressa di Monteroni avrebbero in qualche modo fatto. Almeno stando a quella sentenza, che recita: "La realizzazione della videoripresa di una rapporto sessuale non limitata a un utilizzo privato ma destinata ad una diffusione suscettibile di interessare un numero indeterminato di soggetti, integra il diritto di cui all'articolo 600-ter del Codice penale, laddove coinvolti nella ripresa siano soggetti minori di età. In particolare, trasmettere una videoripresa di contenuto pornografico a più persone attraverso il telefono cellulare potenzia di carattere diffusivo della trasmissione, facilmente moltiplicabile da ciascun soggetto destinatario. Il delitto deve ritenersi integrato nell'ipotesi in cui soggetto attivo della condotta criminosa sia a sua volta anche un minore".

E così, il ragazzino che riprende l'amico mentre palpeggia in classe il fondo schiena dell'insegnante, il filmato che prima di andare su Youtube aveva già fatto il giro su decine di telefonini di mezza Italia, potrebbe ritenersi a questo punto una condotta sulla quale pende l'accusa di "pedopornografia per minore che diffonde filmati di sesso tra coetanei". E poi c'è un altro aspetto: durante la videoripresa lo studente "operatore" si lascia andare ad un "Ciao Matteo", che sancirebbe quel clima di connivenza nel gruppo sfociato con la diffusione del video. E resta poi da chiarire un altro interrogativo: dietro a tutto questo ci sarebbe un committente del video incriminato?

Intanto, come è emerso dalla cronaca di questi giorni, gli agenti della polizia postale sono riusciti a risalire all'utenza telefonica da cui è partito il video sexy girato in classe, e poi mandato su YouTube. Il filmato sarebbe partito proprio dall'abitazione della professoressa, ma per mano di una sua collega.

Toccherà ora al sostituto procuratore Maria Cristina Rizzo, che interrogherà a giorni la donna, capire se la responsabile dell'immissione sulweb del video è proprio lei, oppure se il computer della sua abitazione collegato a Internet sia stato utilizzato, magari a sua insaputa, da una terza persona.

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