Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Santa Cesarea Terme

La torre in salsa rosa. E c'è chi grida allo scempio

Ecco come appare oggi la vecchia torre che si staglia sulla costa adriatica tra Porto Badisco e Santa Cesarea. Italia nostra grida allo scempio e con un esposto denuncia chiede lumi alle autorità

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Ma come si fa, viene da chiedersi. Come si fa a restaurare un gioiello storico di quella portata con l'intonaco rosa che si vede sui prospetti delle abitazioni delle case al mare abusive tirate su con i materiali di risulta. Come si fa a martoriare così il Salento e la sua terra. Come si fa. La torre che si staglia sul mare Adriatico lungo una delle più belle coste d'Europa, tra Porto Badisco (Otranto) e Santa Cesarea Terme, soffre oggi del nuovo restauro voluto dell'amministrazione comunale di Santa Cesarea Terme, opera che ha suscitato le ire di Italia nostra ma anche di semplici cittadini, per non parlare dei turisti che ogni anno raggiungono il Salento per trascorrere le vacanze. Le foto che ci invia un nostro lettore parlano da sé. Ed ora qualcuno si chiede se quei lavori hanno le carte in regola, se del progetto ne erano a conoscenza gli enti preposti e se i tecnici fossero specializzati per eseguire quei lavori. Italia nostra, per esempio, invia un esposto alle autorità competenti per chiedere lumi sul restauro. La torre oggi è sicuramente più solida ma tristemente fuori luogo. Eppure quella costa era sua da almeno 500 anni.
Pubblichiamo di seguito la lettera a firma di Mario Contaldo, che si è preso la briga di fotografare lo scempio di cui è stata oggetto le vecchia torre di avvistamento.

Mi rivolgo a LeccePrima per segnalare l'ennesimo scempio compiuto a cuor leggero ai danni del patrimonio paesaggistico talentino, inviandole a alcune foto in grado di testimoniare quanto vorrei denunciare.
Basterebbero le sole foto, in effetti, a commentare quanto il Salento abbia perduto in termini di suggestiva bellezza e di memoria storica.
Non a caso, la torre in questione era uno dei simboli della nostra terra e ha fatto da scenario a numerose scene di film girati nel Salento (da Sangue Vivo, al Giudice Mastrangelo e a tante altre produzioni cinematografiche) , ma anche di meravigliosi spot televisivi per i nuovi modelli di auto: Mercedes nei primi anni '90, Fiat Punto (modello Star e Sole) metà anni '90, fino al meraviglioso spot tv andato in onda soprattutto all'estero per lo spider Alfa Romeo, di cui sono riuscito a trovare un video su youtube che la invito a guardare:
https://www.youtube.com/watch?v=3EDu0bwki6s (al minuto 1.15 Torre Minervino ruba la scena anche all'auto stessa...).

Ebbene, una decina di giorni fa, come faccio anche d'inverno, ho percorso quel meraviglioso tratto di litoranea ma, invece di bearmi alla vista di quella meravigliosa torre, ho stentato a credere ai miei occhi: al suo posto c'era un "budino alla fragola", oggetto che non desta più alcuna suggestione, risultando del tutto avulso dal resto del paesaggio circostante e viene percepito ormai come un pugno nell'occhio.
Come si può notare dalle immagini dello spot Alfa Romeo, quella torre era parte integrante del territorio, quasi fosse spuntata in maniera del tutto naturale da quelle rocce, la sua forma, modellata dal passare del tempo e dagli agenti atmosferici, aveva conferito a quell' austera costruzione un fascino unico ed irripetibile.
Grazie all'intonaco ROSA (tipico delle ville che ormai rubano ettari ed ettari di natura a Santa Cesarea) ora il paesaggio risulta definitivamente deturpato e tutti quei turisti (e visitatori locali) che prima si fermavano ad ammirare quel gioiello (creando spontaneamente un vasto parcheggio nella campagna prospiciente) adesso preferiscono voltarsi dall'altra parte pur di non dover rimpiangere la torre che c'era e mai più ci sarà.

Sinceramente, trovo incongruente che per un faro di recente costruzione (quello della Palascia, tuttavia importantissimo nel nostro immaginario collettivo) sia stata condotta una maxi-campagna che ha sortito un esito lusinghiero mentre, al contrario, per questi discutibili e vistosissimi interventi su un patrimonio di rara bellezza che vanta secoli e secoli di storia non venga spesa una parola, nè sui giornali nè sulle tv. Sono sicuro che ne parleranno quanto prima e con la giusta risonanza, ma in questo caso mi rivolgo a Lecceprima.it perché sono consapevole della vostra sensibilità ambientale, dandovi atto dell'ampio spazio che il vostro giornale online dedica a queste importanti tematiche. Confido che anche attraverso il vostro interessamento venga squarciato quel velo di colpevole silenzio che copre simili interventi e possa salvaguardare altri siti di grande importanza da un analogo destino.

Sono mortificato, avvilito ed umiliato nell'ascoltare i commenti di turisti che conoscevano già quella torre che quella mattina commentavano esterrefatti: dicevano che solo al sud può accadere che un simile patrimonio venga interessato da simili stravolgimenti, spingendosi a criticare aspramente l'incompetenza di amministratori e professionisti che invece di conservare e valorizzare al meglio le bellezze paesaggistiche di cui siamo i fortunati depositari, praticamente depauperano il territorio. Altra gente ironizzava sostenendo che non ci sarebbe da meravigliarsi affatto se tra poco quella torre verrà dotata di tendoni, insegne luminose e magari aria condizionata e fungerà da chiosco-paninoteca-birreria.

Tutto questo è davvero mortificante, ma sarebbe ancor più mortificante e sconfortante se anche la parte sensibile e attiva del Salento (singoli individui che hanno a cuore la propria terra come il sottoscritto, associazioni ambientaliste mass media attenti come il suo) facesse passare sotto-traccia questi radicali e discutibili interventi sul territorio.
Ci sono tante altre torri da salvaguardare, tante bellezze da preservare, prima che sia troppo tardi.
Non posso credere non esista un modo diverso di interpretare un'opera di tutela del nostro patrimonio paesaggistico in grado di coniugare tutela del territorio e rispetto della storia attraverso una semplicissima opera di consolidamento, come richiedeva quella torre. E' inconcepibile che nel 2008 una soluzione meno invasiva e radicale non possa essere trovata ed adottata! Non è possibile nascondere alla nostra vista secoli e secoli di storia attraverso una cazzuola e dell'improbabile intonaco color albicocca o fragola. Abbiamo bisogno delle testimonianze della storia, non di ricostruzioni in salsa-rosa (scusate l'accostamento) che non trasmettono alcuna emozione.

Chiudo con una domanda retorica: se questo scempio fosse stato compiuto un decennio fa, l'Alfa Romeo (solo per citare un esempio) avrebbe girato quello spot in quel tratto di costa?
Questa è una ferita profonda e sanguinante ad un territorio la cui bellezza risiede proprio nell'aspetto ancora selvaggio ed aspro del paesaggio, senza interventi così intrusivi da parte dell'uomo. Da oggi non sarà più così. Ma far passare il tutto sotto silenzio è, a mio avviso, altrettanto irresponsabile e dissennato.
Il patrimonio che madre natura ci ha generosamente elargito e i nostri antenati ci hanno tramandato appartiene a tutti noi ed abbiamo l'obbligo di conservarlo al meglio e tutelarlo. Non va certo disperso per fini che a me cittadino comune sfuggono (ma neanche tanto...).
Un cordiale saluto e un sincero ringraziamento per tutto quanto riuscirete a fare per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo ad un problema che dalle nostre parti rischia di assumere proporzioni e connotati allarmanti con danni irreparabili.

Scusate la foga con cui ho scritto questi miei pensieri, ma sono sicuro che comprenderà lo sconcerto di chi, da buon salentino, era orgoglioso di quel tratto di costa incontaminata e selvaggia.

Cordiali saluti e grazie per lo spazio che concesso.

Mario Contaldo

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