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L'interno e, sotto, l'esterno della Chiesa Matrice (foto per concessione di Alessandro Solidoro).

L'interno e, sotto, l'esterno della Chiesa Matrice (foto per concessione di Alessandro Solidoro).

Ladri si infilano dai tetti nella Chiesa Matrice: rubate le argenterie

Il furto nella notte all'interno in piazza Castello, a Taurisano. Sottratti fra l'altro candelabri, incensiera, calice e due pissidi. La scoperta è avvenuta soltanto questa mattina, ad opera del parroco. Probabilmente i furfanti si sono calati da un pozzo luce

TAURISANO – Il valore non è stato ancora quantificato, ma è sicuramente alto in termini economici e non solo, ovviamente, perché si sta parlando di oggetti sacri, sottratti dalla chiesa principale della cittadina. Una vera e propria violazione di un antico luogo di culto - un’imponente chiesa riedificata ai primi dell’800 sulle fondamenta di una precedente struttura del ’500 -, che ferisce il parroco e i fedeli, quella avvenuta nella notte appena trascorsa.

Ma quando c’è da fare grana, i ladri non badano a nulla. Come si suol dire, non c’è più religione, e non da ora, visto che simili episodi non sono affatto nuovi.

E così hanno alzato il tiro, a Taurisano. Niente a che vedere con i soliti ignoti che spesso e volentieri, negli ultimi mesi, hanno fatto irruzione nel Municipio, rubando gli spiccioli delle macchinette della distribuzione di vivande.

Questa volta si tratta di argenteria (e quindi presumibilmente gli autori sono professionisti del settore), sottratta dalla chiesa Chiesa Matrice della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, in piazza Castello, proprio nel centro storico del comune del basso Salento.

BY3B9800-2La scoperta è avvenuta questa mattina e il caso è ora al vaglio degli agenti di polizia del commissariato locale, che stanno svolgendo tutti gli approfondimenti. Sarò interessata anche la scientifica a caccia di tracce utili, anche se fin da ora il caso si presenta difficile, perché non c’è stata effrazione dal basso, a quanto pare, ma intrusione dall’alto. Cioè dai tetti.

Sembra, infatti, che i malviventi siano riusciti a entrare dalla sommità delle abitazioni vicine e sfruttando un pozzo luce. Nessuno ha però assistito alla scena, né vi sono in zona telecamere che abbiano ripreso movimento quindi resta un’ipotesi, anche se la più credibile.

Quel che è certo, una volta dentro i furfanti hanno concentrato la loro attenzione su particolari oggetti: candelabri d’argento, incensiera, calice e due pissidi, cioè i recipienti in cui vengono conservate le ostie consacrate. Quindi, si sono subito dileguati nel buio.

Questa mattina un primo sopralluogo degli agenti comandati dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico. Nelle prossime ore si cercherà di capire se sono scomparsi anche altri oggetti analoghi, per i quali, evidentemente, esiste un florido mercato nero. 

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