Ladro di biciclette, ma il neorealismo non c'entra. Condannato 42enne leccese

Ha patteggiato una condanna a otto mesi e venti giorni Stefano Podo, 42enne noto alle forze dell'ordine, arrestato ieri in flagranza di reato dalla polizia locale mentre tentava di rubare una preziosa bicicletta nel centro del capoluogo salentino

LECCE – Ladri di biciclette. Quella di Stefano Podo, 42enne leccese, è una storia piuttosto nota in città, legata a numerose condanne emesse dal Tribunale di Lecce per il reato di furto aggravato. Spesso il corpo del reato è stato il medesimo: una bicicletta, come nel più celebre dei capolavori del neorealismo firmati dal maestro Vittorio De Sica. L’ultima condanna, in ordine di tempo, è avvenuta oggi a seguito di patteggiamento: otto mesi e venti giorni.

Ieri, poco dopo le 12.30, una pattuglia della polizia locale l’ha sorpreso in flagranza mentre tranciava il catenaccio con la quale era stata assicurata a un palo, usando una grossa tenaglia, che è stata ovviamente sequestrata. Oggetto del desiderio una bicicletta del valore commerciale di circa 400 euro, posteggiata all’angolo fra via Nazario Sauro e via Cesare Battisti. Il 42enne è stato condotto presso il comando di viale Rossini e, sentito il magistrato di turno, Antonio Negro, dichiarato in arresto.

I sospetti si erano già addensati su Podo da qualche giorno. I furti di mezzi a due ruote sono avvenuti quasi sempre in zone centrali, come piazza Mazzini, via Marconi, viale Lo Re, ma anche strade del centro storico.  E in tutti i casi s’è sempre trattato di modelli nuovi e molto costosi.

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Nel 2010 il 42enne era stato condannato a scontare una pena di un anno e 2 mesi. Nel marzo del 2008, dopo essersi introdotto in un cortile condominiale in via Imbriani, in pieno centro del capoluogo salentino, fuggì con una bicicletta. Fu rintracciato, denunciato e quindi condannato. Una storia di giustizia quotidiana, più triste di qualsiasi capolavoro neorealista.

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