Il nuovo pentito della Scu: “La mia latitanza anche a Porto Cesareo”

Antonio Campana ha indicato ai pm della Dda i luoghi sullo Ionio e a Fasano nei quali si è nascosto e i nomi di affiliati che lo hanno aiutato

Foto da BrindisiReport.it

PORTO CESAREO – Potrebbero saltare nomi salentini dalle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia. Il pentito della Sacra Corona Unita avrebbe scelto anche Porto Cesareo per il luoghi della sua latitanza. Antonio Campana ha infatti rivelato ai pm della Dda, come si apprende da BrindisiReport, i luoghi dei suoi nascondigli agli inquirenti e fatto i nomi di coloro che lo hanno coperto. 

Campana è ergastolano: è stato condannato in via definitiva al carcere a vita due anni fa, per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie. Ha confessato quel fatto di sangue sempre il 4 aprile scorso. “Rimasi latitante sino al 4 gennaio 2003, quando fui arrestato a Porto Cesareo: trascorsi il periodo della latitanza nella zona di Fasano, in una casa nei dintorni di Martina Franca con Donato Di Tano, e in alcune zone della provincia di Lecce. Sono rimasto detenuto sino 13 aprile 2011”.

Antonio Campana scelse anche a zona della Selva anche per la latitanza che avrebbe voluto divenisse reale nel 2018, quando progettò la fuga dal carcere di Terni prima delle feste di Natale: il piano venne scoperto dagli agenti della penitenziaria, ascoltando una telefonata che lo stesso Campana fece con lo zio Igino, residente a Mesagne, arrestato nell'inchiesta Oltre le Mura. Le intercettazioni furono autorizzare all'indomani della scoperta di un mini telefonino cellulare nella cella che Campana divideva con Raffaele Martena.

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Commenti (1)

  • Un telefonino in cella.....non ci vuole molto per capire che qualche preposto alla sorveglianza ne abbia permesso l'entrata e l ' uso,visto che la stessa penitenziaria si fregia del fatto che i controlli sui visitatori sono ferrei e costanti.

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