Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Nessun complotto e nessuna ingerenza, archiviata l'indagine su Laudati e Scelsi

Il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, ha chiuso il caso che riguarda il procuratore di Bari e i pubblici ministeri. Insussistente anche un episodio di favoreggiamento di Tarantini circa le indagini sulle escort

Il procuratore Antonio Laudati.

LECCE – Su richiesta della procura, il gip di Lecce Vincenzo Brancato ha archiviato le indagini-stralcio nei confronti del procuratore di Bari, Antonio Laudati, e dei pm baresi, Desiré Digeronimo e Giuseppe Scelsi, quest'ultimo da qualche tempo sostituto procuratore generale a Bari. Il provvedimento di archiviazione riguarda la presunta imposizione di Laudati ai suoi collaboratori di chiedere l'archiviazione dell'indagine per concussione nei confronti del governatore della Puglia, Nichi Vendola, e il presunto collegamento della ventilate pressioni con finanziamenti ottenuti da Laudati dalla Regione per organizzare un convegno sulla giustizia; l'ipotesi di un “complotto politico-mediatico-giudiziario” ordito ai danni dell'allora premier Berlusconi.

Insussistente è stato ritenuto dal giudice, per Laudati, anche un episodio di favoreggiamento di Tarantini in relazione all'ipotesi di ritardata conclusione delle indagini sulle escort determinata dall'apertura di una nuova inchiesta scaturita dall'intervista della D'Addario sul presunto complotto. Non hanno profili di illeceità penale neppure le ipotesi, attribuite a Laudati, di ritardo da parte della guardia di finanza nella trascrizione delle intercettazioni e nel deposito della informativa conclusiva dell'inchiesta escort e sul presunto 'filo diretto' tra Laudati e i difensori di Tarantini.

E' stata ritenuta legittima la costituzione, presso la legione allievi della guardia di finanza di Bari, di un archivio 'personale' nel quale vennero custodite, su disposizione del procuratore, le registrazioni degli interrogatori e le intercettazioni delle inchieste sulla sanità. Non ci fu, infine, alcuna interferenza subita dal pm Scelsi da parte del senatore del Pd Alberto Maritati connessa ad una presunta rivelazione di segreti d'ufficio dell'inchiesta escort da parte del magistrato. Così come - è stato deciso dal gip - non ci fu alcuna irregolarità da parte di Scelsi nel rilasciare copia di atti di un'indagine all'allora assessore pugliese alla Sanità Tommaso Fiore, né vi furono abusi da parte dei pm Scelsi e Digeronimo nel non astenersi nei procedimenti a loro assegnati in cui erano stati intercettati in un caso il fratello di Scelsi e nell'altro Paola D'Aprile, amica del pm Digeronimo.

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