Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Lavoratori irregolari nel cantiere. Tar assolve la ditta e annulla le sanzioni

Singolare caso per una società edile, accusata di ospitare in un proprio cantiere lavoratori in nero e obbligata a sanzioni pesanti: il ricorso fa luce sulla vicenda e dimostra che gli operai non avevano a che fare con la ditta

LECCE – Il Tar di Lecce ha annullato un provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale disposto dalla direzione provinciale del lavoro di Lecce nei confronti di un'impresa edile salentina, accusata, all’esito di alcuni controlli, di utilizzare in un cantiere lavoratori non regolari. Con sentenza 1051 del 2012, pubblicata il 6 giugno, la prima sezione del tribunale amministrativo leccese (presidente Cavallari, relatore Esposito), ha accolto il ricorso proposto dagli avvocati Alfredo Matranga e Francesco Calabro, annullando il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, disposto dalla Dpl di Lecce, nei confronti dell’impresa in questione.

La vicenda traeva origine da un controllo, effettuato da ispettori del lavoro presso un cantiere, dove erano in corso dei lavori di sistemazione dei parapetti dei balconi del primo piano di una villetta, sita nella marina di Santa Maria al Bagno. La ditta ricorrente veniva così sanzionata con la sospensione dell'attività imprenditoriale e con la comminazione di una sanzione pecuniaria per circa 10mila euro, in quanto i tre lavoratori presenti sul posto avevano dichiarato agli ispettori, in un primo momento, di lavorare per la medesima ditta.

Tuttavia, il Tar Lecce, interpellato sull’annullamento delle pesanti sanzioni, ha accolto la tesi dei legali della società, secondo la quale i lavoratori in nero non facevano parte in realtà della propria organizzazione imprenditoriale, ma erano stati chiamati direttamente dal proprietario dell'abitazione per effettuare dei lavori di rifinitura, solo al termine dei lavori a suo tempo già effettuati e conclusi dalla ditta ricorrente.

In particolare, per il giudice amministrativo le deduzioni del ricorrente risultano avvalorate dalle dichiarazioni dei lavoratori con cui si afferma: “Questa mattina ho avuto un colloquio con il proprietario che mi ha riferito sui lavori da fare”. Nelle dichiarazioni è ravvisabile, infatti, a parere dei giudici la veridicità delle affermazioni della ditta ricorrente circa la propria estraneità all'impiego dei lavoratori per l'effettuazione di lavori di rifinitura, successivi alla consegna dell'opera, essendo da essa ricavabile il convincimento che gli stessi lavoratori erano stati convocati direttamente dal proprietario.

“Ha, quindi, concluso – precisa l’avvocato Matranga - il Tar per l'accoglimento del ricorso, ritenendo erroneo l'accertamento compiuto  e, di conseguenza, illegittimo il provvedimento adottato in danno della ditta ricorrente”.

 

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