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Lavori illegittimi nell’hotel e truffa alla Regione: in otto finiscono a processo

Al centro del dibattimento che si aprirà il 7 prossimo giugno, ci sarà “Villa Ravenna”, sulla provinciale Sannicola-San Simone. Le accuse contestate a vario titolo sono abusivismo edilizio, truffa e falso

SANNICOLA - False attestazioni sugli interventi edilizi di ampliamento della struttura ricettiva a cinque stelle “Villa Ravenna”, sulla provinciale Sannicola-San Simone, che risale alla fine del ‘700, e un contributo di circa 600mila euro ottenuto illegittimamente dalla Regione Puglia. Queste le accuse oggetto del processo che si aprirà il prossimo 7 giugno davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Lecce.

La data è stata fissata ieri mattina dalla giudice Laura Liguori che, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei riguardi di otto persone.

Si tratta di: Claudio De Prezzo, 56 anni, di Sannicola, amministratore e gestore di fatto della società “Villa Ravenna” proprietaria della struttura; Anna Pisanello, 83 anni, di Sannicola, legale rappresentante della società; Salvatore Pellegrino, 57 anni, di Nardò, tecnico progettista e direttore dei lavori fino al 20 luglio 2015 e dal 17 maggio 2017; Luigi Verardi, 52 anni, di Racale, tecnico progettista e direttore dei lavori (dal 20 luglio del 2015); Gianpaolo Miglietta, 57 anni, di Tuglie, Responsabile del 3° Settore dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sannicola; Giordano Carrozzo, 58 anni, di Melendugno, responsabile del Suap del Comune di Sannicola; Giuseppe Ingrosso, 50 anni, di Lecce, Responsabile del Procedimento relativo al Parere di conformità edilizia e urbanistica e Giovanni Rodia, 49, di Sannicola, titolare dell’omonima ditta individuale. Quest’ultimo (l’ unico al quale non sono contestate violazioni al testo unico sull’edilizia), nel 2014, avrebbe rilasciato una fattura per operazioni inesistenti in favore di “Villa Ravenna” che fu inserita, insieme ad altra documentazione con la quale si attestava “il pieno rispetto delle vigenti norme edilizie e urbanistiche sul lavoro”, presentata per ottenere il contributo dalla Regione Puglia. Per questo, dal banco degli imputati, Rodia, De Prezzo e Pisanello risponderanno di truffa.

Queste le circostanze e i fatti emersi con l’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone che il processo dovrà verificare. A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Luigi Corvaglia, Francesco Galluccio Mezio, Angelo Vantaggiato e Anna Maria Mazzo.

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