Lavori in regola, dissequestrato il ristorante "La Nave" di Sant'Isidoro

La consulenza disposta dal pm ha rilevato come non si possano ravvisare fattispecie di reato. I sigilli posti nell'agosto scorso

SANT’ISIDORO – Tolti i sigilli, i lavori possono riprendere. Si conclude a favore dei proprietari del noto ristorante “La Nave” di Sant’Isidoro, marina di Nardò, la partita avviata con la capitaneria di porto, che ad agosto aveva contestato carenza documentale e mancanza di autorizzazioni demaniali, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, all’interno del territorio dell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

Si tratta di lavori di ristrutturazione, voluti dall’attuale proprietà, subentrata a una precedente gestione decennale, che da subito aveva risposto di aver presentato tutta la documentazione al Comune di Nardò, ritenuta però non valida dalla guardia costiera. Era scattato così il sequestro dell’intera struttura, su disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre i titolari del ristorante si erano rivolti all’avvocato Antonio Quinto.

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Il pubblico ministero Maria Vallefuoco ha nominato come consulente tecnico d’ufficio l’ingegner Francesco Di Leverano il quale ha svolto la perizia il 29 ottobre scorso. Ed è risultato come non si possano ravvisare reati. Dopo accertamento, infatti, quelle opere sono state considerate in regola o comunque di natura marginale, sebbene incidenti sul demanio, e riguardanti aspetti come il rifacimento di impianti idraulici, scavi esterni, una pensilina per la delimitazione della zona ristorante. Sulla scorta della relazione, il pubblico ministero ha così disposto la restituzione dell'immobile alla società “La Nave srl”, constatando che la documentazione presentata era sufficiente.

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