Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Lavori in una scuola in odor di tangente, a processo l’ex sindaco di Corsano e altri sei

Inizierà il 7 giugno davanti ai giudici della seconda sezione penale il processo sulla gara che, per l’accusa, fu pilotata in cambio di 20mila euro. Patteggia il dirigente dell’ufficio tecnico Bleve, per il quale è caduta l'accusa di corruzione

CORSANO - Sarà un processo a stabilire se è vero che dietro ai lavori di ristrutturazione di una scuola elementare a Corsano ci sia stata la richiesta di una tangente di 20mila euro e che a imporla sia stato l’allora sindaco Biagio Martella, di 52 anni. Oltre a questo, per la stessa vicenda, sono finite al banco degli imputati altre sei persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione per un atto contrario ai propri doveri d’ufficio, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, di turbata libertà degli incanti: il fratello dell’ex primo cittadino Giorgio, di 47 anni; l’ingegnere Sebastiano Chiarello, 41 anni, di Tricase, l’architetto Chiara Chiarello, 32, residente ad Alessano, l’ingegnere Emiliano Zampironi, 46, di Gagliano del Capo e gli architetti Fernando Zocco, 60, di Tricase, e Antonio Bisanti, 59, di Corsano.

Ha invece chiuso il suo conto con la giustizia, patteggiando un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa, per turbativa d’asta e falso, Antonio Bleve, 53, di Corsano, quale dirigente dell’ufficio tecnico. La pena è stata concordata con la giudice per l’udienza preliminare Simona Panzera che ha accolto, su sollecitazione della pubblica accusa e dell’avvocato difensore Luca Puce, l’istanza di proscioglimento dal reato di corruzione che pure gli veniva contestato.

Per tutti gli altri coinvolti nella vicenda sulla quale ha indagato il pubblico ministero Roberta Licci, in seguito a un esposto anonimo arrivato ai carabinieri poco prima dell’apertura delle buste saranno, il processo inizierà il 7 giugno davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Lecce.

Stando alle carte dell’inchiesta, tutto sarebbe scaturito dal seguente accordo: Sebastiano Chiarello si sarebbe occupato del progetto preliminare (datato 11 maggio 2015) per un importo di 985mila euro con il quale il Comune partecipò al bando della Regione Puglia predisposto per il recupero e la riqualificazione del patrimonio infrastrutturale degli istituti scolastici pugliesi, con la promessa di ottenere in cambio la direzione dei lavori in una scuola elementare del paese.

La paternità del progetto se la sarebbe attribuita il dirigente comunale Bleve, lo stesso che in seguito, dispose, con la determina del 5 aprile 2017, un bando di gara per la progettazione definitiva con oggetto “l’adeguamento sismico dell’edificio scolastico, la ristrutturazione della palestra, adeguamento e attrezzatura refettorio e cucina, impianto antincendio finalizzato all’ottenimento del certificato” per una cifra complessiva di 99mila 355 euro, quindi di poco inferiore alla soglia di 100mila euro che avrebbe imposto una gara a evidenza pubblica.

Come contropartita, però, il professionista per essere il “prescelto” su tutti i partecipanti avrebbe dovuto versare una tangente di 20mila euro. A pretenderla, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato il primo cittadino: la somma avrebbe dovuto essere versata da Zampironi a Chiara Chiarello che, secondo le indicazioni dei pubblici ufficiali, avrebbe dovuto essere indicata nell’offerta come collaboratrice della redazione del progetto definitivo, e che a sua volta avrebbe provveduto a consegnarla in contanti al fratello del sindaco.

Come detto, però, Bleve è riuscito a dimostrare la sua estraneità dall’accusa di corruzione.

Quanto agli altri, dall’accordo, Bisanti, che aveva redatto una parte del progetto preliminare, avrebbe ottenuto l’incarico come consulente esterno nella progettazione definitiva. Questo con Fernando Zocco risponde anche di turbata libertà degli incanti perché quando Chiarello manifestò l’intenzione di non partecipare alla gara pilotata, lo avrebbe minacciato per sollecitarlo a presentare la domanda con frasi del tipo: “Sebastiano tu sei giovane, se ti comporti in questa maniera sarai tagliato fuori per sempre da tutti i lavori pubblici”.

A difendere gli imputati, ci penseranno gli avvocati: Luciano De Francesco, Fernando Amoroso, Luigi Covella, Francesco Nutricati, Antonio Frisullo, Mario Simonetti, Fabio Ruberto, Simone Viva.

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