Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Lavoro nero, dodici attività sospese in pochi giorni

Impiego di personale "in nero", con contravvenzioni per oltre 40mila euro, ma anche tre denunce a piede libero nei confronti di imprenditori, per appropriazione indebita. Gli interventi della Dpl

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LECCE - Dodici attività sospese per impiego di personale "in nero", contravvenzioni particolarmente salate, ma anche tre denunce a piede libero, nei confronti di altrettanti imprenditori, per l'ipotesi di reato di appropriazione indebita. Tutto questo, in circa un mese di attività, con un picco di interventi proprio in questa prima decade di giugno. Sono i risultati della Direzione provinciale del Lavoro di Lecce, diretta da Virginio Villanova (di fresco insediamento), istituto che s'è avvalso, oltre che dei propri ispettori, anche dell'ausilio dei carabinieri.

Di rilievo è ritenuta, in particolare, la scoperta di ben sei lavoratori senza regolare contratto (tra cui quattro rumeni) presso un panificio della provincia. Oltre alle sanzioni amministrative ed al recupero dei contributi evasi, è scattato anche il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale.

In realtà, quello della sospensione dell'attività nei confronti del panificio, è solo uno dei dodici provvedimenti analoghi assunti negli ultimi giorni, anche in due casi di appalti pubblici. Vale la pena ricordare che la sospensione viene ordinata quando l'impiego di personale "in nero" risulta in misura pari o superiore al 20 per cento del totale del personale occupato sul luogo di lavoro. La ripresa dell'attività è subordinata alla messa in regola dei lavoratori e all'adozione delle misure di sicurezza da parte del datore di lavoro, oltre al pagamento di una somma pari a mille e 500 euro.


E, dunque, durante i primi dieci giorni di giugno, sono stati trovati ben venticinque lavoratori totalmente in nero (di cui un extracomunitario e cinque neocomunitari), che hanno portato a sanzioni amministrative per 44mila e 100 euro e ad un recupero di contributi evasi per quasi 41mila euro. Il deferimento all'autorità giudiziaria riguarda, invece, tre imprenditori, per l'ipotesi speciale di appropriazione indebita. Avrebbero trattenuto per sé le quote contributive a carico dei lavoratori, omettendo di versarle all'Inps. L'importo, in questo caso, è di poco meno di 38mila euro.

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