Cronaca

Nell'azienda di abbigliamento scovate dodici lavoratrici in nero

Funzionari del ministero del Lavoro e polizia, si sono presentati ieri mattina presso l'impresa dopo avere atteso l'ingresso dei lavoratori. Alcuni di questi, alla vista degli ispettori, avrebbero cercato di darsi alla fuga

 

SPECCHIA – Per sospendere l’attività di un’azienda che sfrutta mano d’opera in nero, basta il 20 per cento di operai impiegati senza un regolare contratto di lavoro. L’impresa di abbigliamento di Specchia avrebbe superato abbondantemente il limite imposto dalla legge, tant’è che gli ispettori della Direzione territoriale del lavoro di Lecce, diretta da Virginio Villanova, insieme agli  uomini del commissariato di polizia di Taurisano, coadiuvati dal vice questore aggiunto Salvatore Federico, ne hanno scovati 12. Dodici lavoratrici totalmente in nero, su di un totale di 44 operai occupati presso l’azienda di confezioni del Basso Salento.

L'operazione è nata da una preliminare attività investigativa avviata dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Taurisano. Così,  ieri mattina, funzionari del ministero del Lavoro e agenti di polizia, si sono presentati presso l’azienda dopo avere atteso l’ingresso dei lavoratori. Alcuni di questi, alla vista degli ispettori, avrebbero cercato di darsi alla fuga dal retro dei locali aziendali, ma sono stati subito bloccati ed identificati dagli agenti del commissariato di Taurisano, che nel frattempo avevano presidiato ogni via di uscita.

E così, dai primi accertamenti è emerso che l’azienda occupava le 12 lavoratrici in nero. E, pare di capire, da un bel po’ di tempo. Quanto basta per consentire  agli ispettori del Lavoro di attuare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Ora, per poter riprendere l’attività, l’imprenditore dovrà sborsare 1.500 euro, oltre a provvedere alla regolarizzazione delle 12 lavoratrici. Ma il titolare dell’impresa dovrà fare fronte ad un altro provvedimento, sanzioni amministrative di legge, tra cui la maxi-sanzione per lavoro nero, 3mila euro e  12mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata della somma di 150 euro, per ogni giornata di effettiva occupazione irregolare. Le indagini continueranno, mirate ad accertare l’eventuale percezione indebita di trattamenti, da parte dell’azienda, a sostegno del reddito, erogati dagli enti previdenziali.

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