Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Porto Cesareo

Sfasciò l’auto della ex con una mannaia e vennero a galla altri abusi: condannato a 7 anni e mezzo

Emesso il verdetto nei riguardi di un 28enne di Porto Cesareo riconosciuto responsabile di violenza sessuale, maltrattamenti e danneggiamenti. Prosciolto dal reato di sequestro di persona per difetto di querela

PORTO CESAREO - Sarebbe arrivato a sfasciare l’auto della ex, parcheggiata nei pressi del bar dove la stessa lavorava, con una mannaia da macelleria: è questo l’episodio, avvenuto il 21 agosto del 2023, che ha consentito ai carabinieri di fare luce su precedenti e numerosi abusi compiuti da un 28enne di Porto Cesareo nei riguardi della ragazza della quale diceva di essere innamorato. Episodi per i quali ieri è arrivato il verdetto di condanna a sette anni e mezzo di reclusione.

La sentenza è stata emessa dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Lecce, composto dal presidente Fabrizio Malagnino e dai colleghi Marco Marangio Mauro e Maddalena Torelli, a fronte di una richiesta, più alta, pari a 10 anni e mezzo, invocata dalla sostituta procuratrice Erika Masetti (la stessa pm che coordinò le indagini).

Diversi i reati contestati: sequestro di persona, maltrattamenti, violenza sessuale e danneggiamento. Solo per il primo è stato disposto il non doversi procedere per difetto di querela, come sollecitato dall’avvocato Riccardo Giannuzzi, che difende l’imputato con l’avvocato Stefano Prontera.

Come anticipato, a dare il via all'inchiesta fu proprio il danneggiamento della vettura, a seguito del quale la donna, ascoltata dai militari, riferì che il 28enne, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe avuto condotte prevaricatorie e violente nei suoi riguardi, durante tutto il periodo della convivenza, iniziata nel settembre del 2020 e terminata nel febbraio del 2021: le avrebbe impedito di avere contatti con familiari e amici, chiudendola  a chiave in casa e privandola del cellulare e, in più circostanze, l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.

La sentenza ha imposto il pagamento di una provvisionale di 50mila euro, con il resto del risarcimento da liquidarsi in separata sede, alla malcapitata, parte civile al processo con l'avvocata Stefania Mercaldi.

Non appena saranno rese note le motivazioni (entro novanta giorni), i legali valuteranno il ricorso in appello per l'imputato che, attualmente, si trova ai domiciliari in una comunità.

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