Borgo San Nicola, due agenti aggrediti in poche ore. Sindacato sul piede di guerra

Ieri un tentativo di evasione sventato grazie all’intervento di un ispettore, oggi due aggressioni ai danni di altrettanti agenti della struttura detentiva. Una situazione che per il sindacato degli agenti penitenziari Osapp sarebbe sintomatica di un collasso del sistema

Agenti di polizia penitenziaria davanti al carcere.

LECCE – Due aggressioni in poche ore all’interno della casa circondariale di Lecce. A darne notizia è Pantaleo Candido segretario regionale dell'Osapp, organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, il quale non nasconde la preoccupazione personale, e degli operatori del Borgo San Nicola, per quanto avvenuto in meno di due giorni.

Episodi gravi di violenza che, secondo il sindacalista, sarebbero il sintomo di un sistema carcerario ormai giunto al collasso. I fatti odierni, seguono di poche ore il tentativo di evasione riportato nella giornata di ieri e che ha visto un ispettore di polizia intervenire prontamente per sventare una fuga quasi riuscita.

Il primo episodio, stando a quanto riportato dal Candido, sarebbe avvenuto durante il normale svolgimento delle attività mattutine, presumibilmente all’orario di colazione, quando un detenuto si sarebbe lanciato sugli agenti presenti in sala intenzionato a ferirli con una forchetta. Ma la repentina azione degli operatori di polizia penitenziaria avrebbe stroncato sul nascere quello che avrebbe potuto divenire l’ennesimo, tragico incidente.

L’altro episodio, intorno alle 9. In questo caso l’ospite della struttura detentiva avrebbe spezzato la gamba del tavolino di legno nella propria cella e con quest’ultima avrebbe aggredito un agente. L’uomo in uniforme ha riportato una brutta ferita lacerocontusa che non ha leso l’occhio per pochii centimetri. Sul posto è subito intervenuto il personale del 118 che ha accompagnato l’agente per cure e accertamenti presso l’ospedale "Vito Fazzi".

Fatti che per il segretario regionale Osapp, al di là delle violenze gratuite nei confronti di chi lavora per garantire ordine e sicurezza nelle strutture detentive, raccontano un disagio crescente e non più tollerabile da ambo le parti. A farne le spese, troppo spesso, sono proprio gli agenti di polizia penitenziaria che pur rappresentando lo Stato non sarebbero adeguatamente tutelati dall’istituzione democratica che governa il Paese.

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“Questa segreteria regionale ha già comunicato lo stato di agitazione – fa sapere Pantaleo Candido – e a supporto dei fatti accaduti, in linea con il comunicato stampa della segreteria nazionale a firma del segretario generale Leo Beneduci, non esclude interventi democratici di protesta in Puglia nei prossimi giorni”.

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