rotate-mobile
Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Da "Final Blow" a "Skipper": tre anni e mezzo di indagini a forte velocità

Il vicequestore Alessandro Albini saluta Lecce: comanderà la Squadra mobile di Trieste. Sotto il suo comando, alcune operazioni contro la criminalità passate alla storia

LECCE – Tre anni e mezzo vissuti con tale intensità, da sembrare molti di più. Perché di fatti, da quel 18 giugno del 2018, quando s’insediò a Lecce, ne sono accaduti davvero tanti. Fatti nei quali la Squadra mobile ha dovuto indagare a fondo, per scoprire traffici di droga in qualche caso monumentali e persino a carattere intercontinentale, smantellare organizzazioni criminali ben strutturate o in fase di ricostituzione tramite nuove leve della Scu, ma anche assicurare alla giustizia autori di delitti efferati. 

In questi tre anni e mezzo, a dirigere quel gruppo della Questura di Lecce dedicato alle indagini più approfondite, è stato il vicequestore Alessandro Albini, 46enne romano di nascita, da oltre ventisei in polizia. Albini, dal 10 gennaio, assumerà la direzione della Squadra mobile di Trieste.

"Final Blow" fra i capisaldi

Una delle operazioni più note che si sono svolte sotto il suo comando, resta senz’altro quella ribattezzata “Final Blow”. All’alba del 26 febbraio del 2020, fu eseguita un’ordinanza di misura cautelare, con 71 soggetti arrestati fra carcere e domiciliari, i più fra Lecce e hinterland. Al centro, gli affari illeciti retti principalmente dal clan Pepe, dominante nel capoluogo, e dai vari sodali. Quell’indagine, con la fase processuale che prosegue piuttosto spedita, è stata fra i capisaldi degli ultimi anni, ma non certo l’unica. Prima e dopo ve ne sono state altre, alcune di pari spessore. 

Integratosi fin da subito in un territorio dalle dinamiche criminali molto complesse e dalle caratteristiche tipiche dei sodalizi organizzati, già dal 2 luglio del 2018 Albini coordinò un’indagine ad Acquarica del Capo, conclusasi con due arresti, il sequestro di oltre 8 chili di cocaina e 90mila euro in contanti. Fra gli arrestati c’era Pierpaolo Pizzolante, all’epoca incensurato, il quale, come si sarebbe scoperto solo qualche anno più tardi, sarebbe stato fra i referenti italiani di un traffico di droga enorme, nell’operazione passata alla storia come “Skipper”.

"Green Bay", "Le Vele" e "Pusher 3"

Ancora, il 30 luglio del 2018, Albini coordinò un altro maxi sequestro di sostanza stupefacente, 502 chili per un valore di circa 600mila euro di marjuana, proveniente dai Balcani attraverso l’Albania, appena sbarcata a Frigole (marina di Lecce). Quattro furono gli arresti, nella circostanza. Ad agosto del 2018, poi, a Gallipoli, fu portata a termine l’operazione “Green Bay”. L’indagine nacque dall’arresto per spaccio di marijuana di un nigeriano a Baia Verde. Una situazione stratificatasi nel tempo, a Gallipoli, specie nei pressi dei lidi. Si sgominò, così, un sostanzioso gruppo di pusher, tutti d’origine africana, che vendeva stupefacenti nelle zone della movida, sfruttando spesso la pineta davanti al litorale per nascondere la droga destinata soprattutto ai giovani. 

A gennaio del 2019, al termine di un’indagine partita da soggetti orbitanti attorno al boss Pasquale Briganti, attivo su Lecce, furono spiccati 17 arresti per spaccio (33 gli ulteriori indagati a piede libero) nell’operazione passata alla storia con il nome “Le Vele”. Seguì fra luglio e agosto dello stesso anno l’operazione “Pusher 3 – Movida”, sempre d’intesa con la Direzione distrettuale antimafia e con il Servizio centrale operativo della polizia, che si concluse con 28 arresti ritardati, in flagranza di reato, a carico di 13 soggetti (alcuni dei quali destinatari di più arresti), che avrebbero spacciato cocaina in alcuni locali notturni della provincia. Alcuni di questi subirono anche la chiusura amministrativa temporanea.

"Skipper": cocaina da mezzo mondo

Nell’ottobre del 2019 vi fu poi l’operazione “Evoque”, con quattro baresi arrestati. Sarebbero stati specializzati nella consumazione di furti di autovetture di grossa cilindrata quali Audi, Jaguar Land Rover (riscontri su dodici veicoli di ingente valore rubati o ricettati) in provincia di Lecce. Fu sequestrata anche attrezzatura elettronica all’avanguardia utilizzata per arginare i sistemi antifurto e satellitari. 

Di “Final Blow” s’è già detto, dopodiché, a settembre del 2020, vi fu anche l’arresto di due soggetti con il sequestro di 28 chili di cocaina. Ma, soprattutto, risale a febbraio dell’anno scorso un’altra complessa attività coordinata da Albini (con la collaborazione della Dia di Lecce alla Squadra mobile) destinata a fare storia della cronaca locale, e non solo. È l’operazione “Skipper” di cui si è accennato prima, che ha permesso di catturare Alduino Giannotta, in Brasile. Questi è ritenuto l’organizzatore, il dirigente e finanziatore di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con i cartelli olandesi e colombiani. Ventitré gli arresti totali, con un sequestro preventivo, per equivalente, di oltre 4 milioni di euro e otto autoveicoli.

Due tragiche morti e gli arresti immediati

Nello stesso periodo, è spiccato anche l’arresto di Salvatore Carfora, di Torre Annunziata, sceso nel Salento, dove lei stava trovando una nuova vita, per uccidere l’ex fidanzata Sonia Di Maggio, riminese. Sempre a febbraio, è scattato anche l’arresto di quattro uomini ritenuti gli autori del maxi-furto al caveau dell’agenzia Bnl di Lecce, avvenuto nel 2018. Nell’occasione furono forzato 61 cassette di sicurezza contenenti denaro, preziosi e comunque oggetti di valore, per un danno all’istituto di credito di oltre 921mila euro. 

Tra i mesi di aprile e maggio 2021, altre indagini hanno portato a tre arresti e al sequestro di oltre 68 chili di eroina, 714 cartucce, cinque pistole, un Ak 47, tre fucili, tre ordigni rudimentali, 3 chili di tritolo. A ottobre, poi, rapide indagini hanno consentito di accusare un senegalese della morte un uomo senza fissa dimora, di Oria, molto noto per la sua attività di artista da strada. Da anni disegnava nelle vie del centro di Lecce immagini religiose. Tra ottobre e novembre, infine, anche l’arresto di tre soggetti e il sequestro di 90 chili di cannabonidi e 10 kg di cocaina.

Prima di arrivare a Lecce, il vicequestore Alessandro Albini, fra le altre cose, ha diretto la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Marsala, partecipando a numerose operazioni, tra le quali quella che portò alla cattura dei fratelli Amato, due pericolosi latitanti, ricercati per omicidio. Successivamente, ha comandato anche la Squadra mobile di Macerata. Ora, questa nuova esperienza a Trieste, dopo aver lasciato senz’altro il segno nel Salento.  

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da "Final Blow" a "Skipper": tre anni e mezzo di indagini a forte velocità

LeccePrima è in caricamento