Aiuti umanitari gettati come rifiuti inutili, una vergogna in pieno centro

Merce con marchio Ue accanto ai cassonetti. Con scadenza anche valida. Nel solito angolo dove non controlla nessuno

LECCE – Signori, favorite? Un bel piatto di pasta non si nega a nessuno. Nella piazzetta di via Colonnello Archimede Costadura, si può magari gustare al dente seduti su una delle panchine, all’ombra di un pino. I pacchi si possono ritirare direttamente dal marciapiede. Intere derrate alimentari. Basta non essere schizzinosi.

Da bere, però, non c’è nulla. Come da fotografie, bottiglie di acqua e birra sono già state consumate e riposte ordinatamente in sacchetti disordinatamente gettati per strada. Paradossi degli sporcaccioni, che a volte son pure metodici. Che vi credete?   

Cosa dite? C’è un marchio impresso sui contenitori della pasta? Ah, sì. E’ quello, facilmente leggibile, di “Prodotto Ue non commerciabile”. Merce che arriva grazie al Fondo europeo per gli aiuti a chi non ha un tetto. Alimenti destinati ai poveri, che però hanno fatto oggi davvero una misera fine: accatastati accanto al massiccio bidone dove depositare abiti usati.

DSCN5589-2L’aspetto grottesco è che, guardando le date di scadenza, sono ancora perfettamente consumabili. Una vera vergogna a cielo aperto. Sostano lì da ore, fra l'indifferenza dei più, semmai qualche sguardo incuriosito. Ecco nella società del consumismo sfrenato che fine rischiano di fare persino gli aiuti umanitari. Abbandonati da chissà chi in mezzo a una via, a rimpolpare quella che sta diventando una discarica perenne già segnalata più e più volte.

Il 23 maggio scorso, per esempio. Andate a rivedervi lo spettacolo di una collinetta di rifiuti in pieno centro, a due passi dal tribunale. O il 1° agosto, quando, dopo una pulizia provvisoria, la collinetta fra i contenitori (c’è anche una campana per il vetro che si presta bene come nascondiglo dietro il quale muoversi furtivi) ha ripreso a crescere, neanche fosse animata di una vita propria. Scherzammo, allora, che forse ci sarebbe voluta la scientifica per sondare lì in mezzo. Si sa mai, alle volte, un cadavere....

Ma intanto, nell’assenza pressocché totale di qualcosa che somigli a una forma di controllo, e nonostante le ripetute segnalazioni, ecco che adesso si arriva ad abbandonare persino quegli alimenti che, almeno in linea teorica, sarebbero destinati ai bisognosi. Forse, non solo non guasterebbe anche qui, come in tanti altri punti della città, qualche telecamera per snidare gli autori. In questo caso specifico, vista la tipologia di “rifiuto”, sarebbe magari anche opportuno qualche piccolo approfondimento.  

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P.S.: in prima serata è "magicamente" scomparso tutto. Ciò non esula da qualche eventuale verifica e, soprattutto, dall'avvio di un sistema di controllo realmente efficace sull'abbandono indiscriminato di rifiuti in genere. La città sta subendo un danno d'immagine notevole da situazioni per le quali non si riesce a porre un freno, non si capisce bene se per assenza di mezzi, ma soprattutto di volontà. E quando si arriva in eccessiva tranquillità anche ad abbandonare in strada derrate alimentari, per di più con destinazioni particolari (il che non è "solo" da contravvenzione: è moralmente inaccettabile), è fin troppo chiaro il sintomo di un'anomalia che si sta inancrenendo.

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