Soldi infilati nella busta, un gioco di prestigio e la truffa agli anziani è servita

Continuano i raggiri ai danni degli anziani. Una coppia di 91enni frodata da una sedicente "dottoressa dell'Asl" che si è presentata in casa loro sostenendo di voler verificare i soldi della pensione per conto dell'ufficio postale, in quanto c'era il rischio che fosse falsi. Ed è fuggita con 300 euro

LECCE – Ormai è più certo: a Lecce, ma anche in provincia, sta circolando un gruppo di malintenzionati che, presentandosi in maniera composta ed elegante, adottano ogni tipo di stratagemma per cercare di spillare soldi agli anziani. Sono ormai diversi i casi, e tutti con tecniche diverse.

Se per qualche giorno ci hanno provato – con scarso successo – usando il pretesto di presentarsi per conto di qualche figlio in difficoltà economiche, adesso hanno cambiato tattica e stanno bussando direttamente alle porte di casa, fingendosi funzionari dell’Asl. Il 14 marzo scorso è avvenuto in viale Japigia, e in quel caso il truffatore era un uomo. Ieri è accaduto di nuovo, ma ad agire è stata una donna.

Gli agenti delle volanti sono intervenuti, infatti, in Vico Dietro l’Ospedale dei Pellegrini, dove l’odioso raggiro è stato patito da una coppia di anziani, entrambi 91enni. Le vittime hanno raccontato che una giovane donna, dell’apparente età di circa 35-40 anni, ben vestita, capelli corti castani, altezza circa 1 metro e 60 centimetri, corporatura robusta, con gonna e giacca di colore scuro, alle 8 del mattino circa aveva bussava alla porta d’ingresso, spacciandosi per “dottoressa dell’Asl”.

Una volta fatta entrare, aveva giustificato la sua visita al fine di verificare le banconote rilasciate dall’ufficio postale per il pagamento delle pensioni. A suo dire, infatti, stavano circolando soldi falsi.

Ingenuamente la coppia ha consegnato i libretti di pensione e 300 euro, la parte di soldi ancora non spesi. Prese le banconote con il pretesto di doverle osservate con attenzione per verificarne la genuinità, le ha poi riposte in una busta gialla. In seguito, con una certa destrezza, è quindi riuscita a sostituire la busta con un’altra simile, posandola sul tavolo con l’ammonimento di non toccarla e con la promessa che sarebbe tornata il giorno dopo con il direttore dell’ufficio postale.

Accomiatatasi dopo circa una ventina di minuti di fumose chiacchiere proferite solo per mettere a segno un vero e proprio gioco di prestigio, solo dopo l’intervento di una nipote, alla quale gli anziani hanno raccontato tutto, ci si è accorti che nella busta c’erano solo ritagli di schedine per il gioco del lotto.

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Occhio, dunque, a chi si presenta alla porta spacciandosi per funzionario pubblico. Nessuno si presenta a casa con pretesti simili. Figli e nipoti avvisino i propri cari di una certa età: chiamare subito polizia o carabinieri al 113 o al 112. Occhio, però, in linea generale, anche alle persone sospette nei paraggi di casa. E' più che probabile che i truffatori studino prima le vittime per capire se, come e quando agire. 

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