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Cronaca

“Ha sottratto più di 1 milione di euro dall’azienda”. Ex moglie sotto indagine

La società, attiva nel campo energetico, è di un 48enne attualmente sotto processo per maltrattamenti verso la donna che, però, adesso è a sua volta nei guai per appropriazione inedita. Sotto inchiesta anche la sorella e un consulente informatico

LECCE – Due vicende che s’intrecciano da tempo a colpi di denunce reciproche. E così, se lui, un 48enne, è attualmente sotto processo per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori verso la ex moglie (parecchi gli episodi di vessazione che lei avrebbe subito, dal tenore anche piuttosto pesante, con l’uomo che ne avrebbe anche seguito i movimenti tramite telecamere di sicurezza aziendale, indirizzate verso l’abitazione), ora è la stessa donna, una 46enne, a rischiare di finire al banco degli imputati per appropriazione indebita aggravata, trascinando con sé anche la sorella 51enne e un consulente informatico 44enne.

I tre, per vicende avvenute in un comune limitrofo al capoluogo, sono infatti destinatari di un avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini. Secondo la ricostruzione accusatoria, che trae spunto dall’esposto dal successivo amministratore unico di una società attiva nel campo delle energie rinnovabili, e in seguito alle indagini svolte dalla guardia di finanza di Lecce, la 46enne, in previsione della separazione dal marito e proprietario della società per azioni, avrebbe sottratto dall’azienda più di 1 milione di euro, di cui 24 mila circa in concorso con la sorella, che sarebbe stata assunta in maniera fittizia, e ulteriori 31mila circa in concorso con un consulente informatico, al quale avrebbe liquidato una fattura con provvigionali per vendite mai avvenute.

La donna, nella veste di amministratore unico, fino al 21 agosto del 2021 si sarebbe appropriata di 1 milione 15mila 925 euro fra somme titolo di anticipazioni, altre per l’acquisto di un orologio da polso e ulteriori oggetti da una gioielleria leccese (beni estranei alle attività dell’impresa), e, ancora, per l’acquisto di mobili, a titolo di compensi di amministratore senza che la società avesse mai deliberato nulla in merito, a titolo di consulenze per provvigioni relative a vendite inesistenti, per l’acquisto di attrezzature elettroniche e il grosso, oltre 654mila euro, prelevati dalle casse sociali e usati per ristrutturare, ampliare e arredare un immobile acquisito in comodato da sé stessa e successivamente destinato a propria residenza e non a sede aziendale.

Inoltre, avrebbe sottratto in concorso con la sorella poco più di 24mila euro, facendo passare la somma come corrispettivo di attività lavorativa che quest’ultima avrebbe falsamente svolto alle dipendenze della società e trasferito poco più di 31mila euro dalle casse sociali in favore del consulente informatico, a titolo di provvigioni per vendite mai procacciate. Insomma, quella lamentata dalla società sarebbe una progressiva spoliazione di denari. 

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giancarlo Vaglio, Laura Bruno e Salvatore Arnesano. La società energetica, in qualità di parte offesa, è assistita dall’avvocato Fulvio Pedone.

Per motivi di privacy legati alla parallela vicenda dei presunti maltrattamenti verso la 46enne, peraltro, come detto, con il processo pendente, continuiamo a omettere le generalità precise di tutti i coinvolti. 

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