Esplosione e feriti nel giorno della festa patronale, il gip archivia l'inchiesta

Accolta la richiesta del sostituto procuratore Paola Guglielmi. L'archiviazione scaturisce dal fatto che non è stato possibile stabilire le cause che hanno portato all’esplosione del furgone. L'unico indagato era Fabrizio Castelluzzo

LECCE – Il gip Giovanni Gallo ha archiviato, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Paola Guglielmi, l’inchiesta sulla devastante esplosione che la sera del 27 agosto, in occasione della tradizionale festa di Sant’Oronzo, intorno alle 20, ha scosso la tiepida sera del capoluogo salentino.

Sul registro degli indagati era stato iscritto un solo nome, quello di Fabrizio Castelluzzo, 43enne, uno dei titolari della società, che tuttora si trova ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, dove è stato trasportato d’urgenza a causa delle ustioni riportate. Arrivato in codice rosso, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 70 per cento del corpo.

Delle ipotesi di reato a suo carico, inizialmente di incendio, danneggiamento e lesioni colpose, era rimasta solo quest’ultima. L’archiviazione scaturisce dal fatto che non è possibile stabilire le cause che hanno portato all’esplosione del furgone (completamente distrutto) e che, con ogni probabilità, si è trattato di un incidente. Inoltre, in merito alle lesioni delle altre due persone rimaste ferite nello scoppio, è da escludere che vi siano state violazioni di alcun tipo, anche in materia di infortunistica e lavoro.

I due presenti, Vittorio Castelluzzo, di 75 anni, padre del titolare dell'azienda, e un amico di famiglia, Raffaele Gigante, di 80 anni, si erano recati spontaneamente sul luogo dell’incidente per assistere allo spettacolo pirotecnico.

L’esplosione, avvenuta tra via Potenza e contrada Masseria Grande, a pochi passi dallo stadio, ha distrutto un furgone Fiat Iveco, di colore bianco, parcheggiato in zona. Si trattava del veicolo della ditta “Castelluzzo”, che avrebbe dovuto allietare i leccesi con lo spettacolo pirotecnico che, tradizionalmente, chiude la tre giorni dedicata ai Santi Patroni.

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Il furgone resta, al momento, sotto sequestro, oggetto delle verifiche degli ispettori dello Spesal, finalizzate a valutare il rispetto delle norme sulla sicurezza prima e durante lo spettacolo pirotecnico. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, ma quella della fiamma libera (ad esempio la scintilla di una accendino o di una sigaretta) rimane quella più accreditata. La polizia giudiziaria, inoltre, ha passato al setaccio tutto l’iter che ha portato alla programmazione e all’allestimento dello spettacolo pirotecnico. Gli inquirenti hanno dunque accertato che è stato rispettato tutto l’iter burocratico e adottati tutti i criteri e gli standard di scurezza previsti dalla legge. 

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