Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Torna in carcere Vadacca: era l'emergente che favorì la latitanza del boss Nisi

Deve espiare 16 anni e 4 mesi di reclusione. Negli anni passati, fu inghiottito in una guerra di successione e rimase anche ferito

Il carcere di Borgo San Nicola

LECCE – Oggi 39enne, da diverso tempo il suo nome era ormai sparito dalle cronache. Eppure, Davide Vadacca è fra coloro che hanno scritto alcune delle pagine più buie dei nuovi assetti criminali a Lecce. Ora, per lui, è venuto il momento di espiare la condanna divenuta definitiva per associazione a delinquere di tipo mafioso e in materia di stupefacenti, nel periodo che volge dal 2012 al 2013. E per questo, il suo nome balza di nuovo di prepotenza sulla scena.  

A eseguire l’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura generale, sono stati i carabinieri della stazione di Lecce Principale. Vadacca deve espiare 16 anni e 4 mesi di reclusione. È stato condotto ieri nel carcere di Borgo San Nicola.

L’inizio della fine, per l’ascesa al trono dell’emergente Vadacca, arrivò nell’ottobre del 2013, quando la squadra mobile di Lecce lo arrestò insieme ad altri tre nomi di rilievo, dell’epoca nell’ambito dell’operazione “Reset”. Tutti ritenuti affiliati alla frangia del boss Roberto Nisi della Scu leccese, che era stato arrestato qualche tempo prima nella celebre operazione Cinemastore. Di Nisi avrebbero favorito la latitanza dal 24 gennaio al 12 maggio del 2012, giorno del suo arresto, avvenuto presso lo scalo ferroviario Roma Termini.

Vadacca fu ammanettato mentre si trovava in un albergo di Pompei. In provincia di Napoli stava facendo una vacanza. E fu un arresto importante, il suo, perché, all’epoca 31enne, era ritenuto il luogotenente di Nisi e, quindi, coordinatore sul territorio di Lecce e hinterland nel traffico di sostanze stupefacenti e nel mantenimento di detenuti e latitanti.

Lo stesso Vadacca, inghiottito all’interno di una lotta alla successione alle redini degli affari - dinamica tipica, nei momenti di vuoto, dopo il fermo dei pezzi da novanta -, il 30 ottobre dell’anno precedente era anche rimasto ferito da alcuni colpi di arma da fuoco calibro 22 mentre si trovava in compagnia di Alessio Bellanova (anch’egli arrestato nell’operazione Reset), davanti alla stazione di servizio Esso alle porte di Lecce. Per quell’episodio vi furono due patteggiamenti.

Nel marzo del 2014, poi, Vadacca (già detenuto proprio per “Reset”) fu arrestato anche in una seconda operazione, in quel caso della guardia di finanza, incentrata sempre sul traffico di stupefacenti. Era l’operazione “Froth”, che portò a ventinove indagati.

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