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Patteggia per tentato furto, ma l'evasione costa cara: finisce in carcere

Per il giudice preoccupante la condotta di Luciano Sinistro: il giorno dopo un arresto, trovato con soggetti fermati per spaccio

LECCE – Finisce in carcere Luciano Sinistro, 48enne, noto pregiudicato leccese. A costargli caro è stato l’ultimo dei tanti episodi che nel tempo l’hanno visto protagonista delle cronache, quello per il quale l’8 febbraio scorso era stato denunciato a piede libero dei carabinieri della Sezione radiomobile: un’evasione dagli arresti domiciliari.

Il fatto era avvenuto esattamente il giorno dopo l’arresto, eseguito in quel caso dalle volanti di polizia, per un tentativo di furto in un’abitazione di via Vecchia Lizzanello. L’allarme era scattato dopo la forzatura di una finestra e poco dopo i poliziotti l’avevano rintracciato, riuscendo a incastrarlo grazie anche ai filmati di videosorveglianza. Da lì, la sottoposizione ai domiciliari.

Ieri, per quel tentato furto, con l’avvocato Pantaleo Cannoletta, Sinistro ha chiuso i conti con la giustizia, patteggiando due anni e 600 euro di multa. Ma il giudice della Prima sezione penale, Francesca Mariano, accogliendo la richiesta del pubblico ministro, ha deciso che comunque la detenzione domiciliare dovesse essere sostituita con quella in carcere, a causa di ciò che ha definito “un allarmante elemento di novità”.

Il riferimento è al già citato caso di evasione, peraltro molto particolare, perché l’8 febbraio Sinistro era stato bloccato dai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Lecce in auto con Dario De Rinaldis, 49enne, Giuseppe Metrangolo, 52enne, e Claudia Passione Verndt, 46enne (tutti leccesi). I militari quel pomeriggio stavano tenendo d’occhio, in particolare, l’abitazione di De Rinaldis, nella frazione di San Ligorio, poiché l’uomo era sospettato di spacciare stupefacenti. E, a un certo punto, vi era uscito accompagnato dagli altri tre, per infilarsi in auto e procedere verso la città, lungo la tangenziale.

Bloccata l’auto, i carabinieri, dopo perquisizioni nelle rispettive case, avevano alla fine arrestato De Rinaldis, Metrangolo e Passione Verndt per motivi legati agli stupefacenti, viste le dosi di eroina trovate. Sinistro, invece, se l’era “cavata” con una denuncia a piede libero per evasione, ed era ritornato a casa per proseguire la detenzione domiciliare.

Il giudice ha ritenuto la condotta del 48enne particolarmente grave, definendolo un “soggetto totalmente fuori controllo”, sia per l’essere uscito da casa senza autorizzazione, sia per essersi accompagnato con altre persone che di lì a poco sarebbero finite in manette, vista l’attività di spaccio accertata dai carabinieri. E così, la Sezione volanti di polizia, ieri, ha eseguito l’ordinanza, prelevando Luciano Sinistro dal suo domicilio e portando nel penitenziario di Borgo San Nicola.

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