Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

In carcere per un colloquio con un parente vi resta perché sorvegliato speciale

Nei guai è finito Giuseppe Genchi, 29enne di Bari. Non avrebbe potuto lasciare il capoluogo regionale, avendo l'obbligo di soggiorno. In più, agli agenti di polizia penitenziaria leccesi, avrebbe declinato false generalità. Contestati anche guida senza patente e tagliando assicurativo

LECCE – Accompagna alcuni congiunti in carcere, per un colloquio con un parente detenuto, e vi resta in detenzione anche lui, a causa della sua totale imprudenza. Nei guai è finito Giuseppe Genchi, 29enne di Bari.

Il giovane, questa mattina, ha raggiunto la struttura penitenziaria di Borgo San Nicola, a Lecce, in auto, peraltro senza assicurazione e senza patente. E fin qui, i problemi meno gravi. Perché in realtà, Genchi, non avrebbe potuto in alcun modo lasciare il capoluogo pugliese, né in auto, né a piedi, né in treno, né in alcun altro modo: è sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con l’obbligo di soggiorno nella sua città di residenza.

Ad accorgersi che qualcosa non andava, sono stati gli agenti di polizia penitenziaria leccesi, guidati dal commissario Riccardo Secci.

Genchi è ovviamente finito sotto controllo, come chiunque varchi il perimetro del penitenziario, e in quel momento sono iniziati i problemi. Non avendo addosso documenti d’identità, avrebbe fornito false generalità. Ma è bastato un controllo più approfondito per scoprire precedenti penali e misure attualmente a suo carico. Per non parlare di tutti gli altri elementi ravvisati, compresa la guida senza patente. Il sostituto procuratore Massimiliano Carducci, informato dei fatti, ha disposto l’arresto di Genchi.   

            

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

In carcere per un colloquio con un parente vi resta perché sorvegliato speciale

LeccePrima è in caricamento