Nessuno scampo per il rapinatore di piazza Napoli: confessa il colpo

Luca Frisone, 46enne di Lecce, messo alle strette dalla polizia. E' l'autore dell'assalto di ieri pomeriggi all'ufficio postale de rione San Sabino. Ed è finito in manette

LECCE – La perquisizione è scattata in serata. Luca Frisone, 46enne di Lecce, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per la rapina avvenuta nel primo pomeriggio di ieri nell’ufficio postale di piazza Napoli, nel rione San Sabino. Alla fine, ha confessato. Troppe le prove a suo carico. E ha preferito collaborare.

La squadra mobile e le volanti di polizia erano sulle sue tracce fin dalle prime battute, dopo aver raccolto una serie rilevante di indizi. A poco, dunque, sembra essergli valso il vistoso camuffamento. Casco integrale e passamontagna perché non si vedesse nulla del volto, la sensazione, da subito, anche per come si era destreggiato bene in quelal fetta di città, nel cuore del quartiere Stadio, era che fosse una persona residente in zona.

L'uomo ha confessato

Tutto confermato: Frisone non abita molto lontano da piazza Napoli. E quando gli investigatori della polizia hanno bussato alla porta di casa sua, in serata, per una perquisizione, hanno iniziato a rintracciare alcuni degli indumenti usati durante l’assalto di ieri pomeriggio, fra cui passamontagna e maglietta. Alla fine, lui stesso ne ha consegnati altri.

Condotto in questura e assistito dall’avvocato Massimiliano Petrachi, è stato interrogato e poi arrestato dopo la confessione. Non sono però stati trovati i soldi, poco più di 4mila euro. In parte li avrebbe persi subito dopo il colpo (alcune banconote sono state effettivamente ritrovate per terra), il resto durante la fuga. Ovviamente un aspetto, insieme ad altri dettagli, sul quale gli investigatori intenderanno svolgere ulteriori verifiche.

Le fasi della rapina

Il colpo è avvenuto poco prima delle 15 di ieri, in un momento in cui in piazza Napoli, area commerciale a due passi dalla chiesa di San Sabino, il passaggio è più rado. In sella a uno scooter Liberty Piaggio nero, l’uomo poi identificato per Frisone, ha effettuato più giri attorno all’isolato, prima di passare all’azione. Pare che abbia studiato quindi a fondo l’obiettivo, forse per trovare il momento più opportuno per agire. 

Di certo, alla fine Frisone s’è deciso a fare irruzione. Vestito di scuro, guanti, casco e passamontagna, s’è presentato davanti a una cassa con pistola (rivelatasi un giocattolo) e taglierino e ha intimato alla dipendente di infilare i soldi in una busta di plastica. Aveva appena ricevuto 4mila e 200 euro da un 80enne. Non è quindi da escludere che l'abbia seguito per andare a colpo sicuro, ma è uno degli altri aspetti al vaglio.

Poi, la fuga, sempre su quello scooter, da viale Roma, svoltando verso via Bari. Nelle vicinanze, il diversivo: ha abbandonato di sana pianta il mezzo a due ruote e ha proseguito la corsa a piedi.

Le indagini

Sul posto sono arrivate volanti di polizia e squadra mobile. Fra le altre cose, gli agenti, perlustrando la zona, hanno scovato alle spalle di via Bari, sotto un porticato, lo scooter usato per raggiungere piazza Napoli. Un veicolo che non appartiene a Frisone, ma che avrebbe preso di sana pianta, trovandolo aperto, per poi mollarlo dopo la rapina.

Inoltre i poliziotti hanno trovato, in un  bidone della spazzatura differenziata posto poco distante, una manica di maglione, utilizzata come passamontagna, e una tuta da ginnastica, di cui si è disfatto durante la fuga.  Frisone, a distanza di circa due ore, è stato bloccato mentre, sceso da casa, si stava allontanando con due borsoni, contenenti vestiario e prodotti per l’igiene personale.

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Circostanze che hanno convinto gli investigatori sul fatto che potesse essere proprio lui l’autore della rapina.  Messo alle strette, ha consentito alla squadra mobile di recuperare, sul percorso effettuato durante la fuga, il maglione a strisce  bianche e nere da cui aveva ricavato il passamontagna, una scatola vuota, che originariamente conteneva la pistola giocattolo utilizzata per commettere la rapina, i guanti indossati e la custodia di un taglierino.  Tutti gli oggetti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro probatorio.  Ma le indagini continuano, per accertare l’eventuale presenza di complici.

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