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Mascherato da Uomo Ragno si nasconde dentro la lavanderia di notte per rubare

Arrestato un 28enne rumeno. I proprietari hanno visto lo strano personaggio con la maschera del supereroe tramite le videocamere, chiamando la polizia

LECCE – Anche l’Uomo Ragno deve pagare le bollette. Così ha deciso di passare nelle file del crimine. Ma doveva ben saperlo, proprio lui, che il crimine non paga.

Ovviamente, Michai Ionut Dicu, 28enne rumeno, non è il vero Uomo Ragno, ma solo un giovane che, per tentare di rubare all’interno di una lavanderia di Lecce, ha pensato bene di indossare la maschera di uno dei supereroi della Marvel più amati da diverse generazioni. 

Uomo Ragno, ma... senza poteri

Peccato che non fosse dotato degli stessi poteri. Per cui, più di nascondersi, quando sul posto sono arrivati agenti di polizia della Sezione volanti e la vigilanza, non ha potuto fare. Di certo, non aveva ragnatela a disposizione per arrampicarsi sul palazzo. E così, smascherato (in senso letterale), è finito in carcere.  

La lavanderia in questione è la self service “Bollicine” di via Taranto. E’ stata chiusa alle 22,30, come sempre, dalle guardie giurate di Ggs Velialpol. Ma intorno alle 22,55 i proprietari hanno dato un ultimo sguardo alle telecamere all’interno. Sono collegate tramite un’applicazione al loro telefono cellulare. Ed è stato in questo modo che hanno potuto notare l’Uomo Ragno intento a scassinare le macchinette dei soldi. Così hanno subito composto il 113.

Una volante in pochi istanti sul posto

In pochi istanti una volante è arrivata sul posto. Dall’esterno non sembrava vi fossero problemi. La porta era regolarmente chiusa. Ma, data la segnalazione molto precisa, gli agenti hanno voluto vederci un po’ più chiaro. Varcato l’ingresso grazie alla vigilanza, dotata delle chiavi e nel frattempo ritornata a sua volta sul posto, durante il controllo nel locale, è stato alla fine ritrovato il 28enne. Era nascosto dietro a un serbatoio. E aveva addosso ancora la maschera di Spiderman, ma anche guanti neri e alcuni attrezzi da scasso.

Un piano naufragato miseramente

Fra i danni provocati, anche a una macchina dei detersivi e una porta interna che volge sul retro. Visto che tutte le uscite erano chiuse a chiave e intatte, è più che possibile che fosse rimasto dentro la lavanderia dopo la chiusura, acquattato,  aspettando il momento opportuno per uscire, mettere a segno il colpo e probabilmente scappare previa rottura di una porta a vetri. Un piano studiato nei dettagli, in fin dei conti, ma pure naufragato miseramente. Ultimo dettaglio: i proprietari della lavanderia conoscono già Dicu. Era un loro cliente abituale. Era, appunto.

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