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Biciclette, borselli o telefonini: tutto faceva gola. Arrestato per furti seriali

Il giovane, un tunisino, rintracciato dalle volanti di polizia. Sei i colpi attributi e durante i vari controlli ha persino fornito nove nomi diversi

LECCE – A gennaio dell’anno scorso era stato arrestato in flagranza per spaccio dagli agenti della Sezione volanti e accusato anche di un furto. Lungi dal sentirsi scoraggiato, una volta riacquistata la libertà, sembra che Mohamed Amri Arbi, 26enne tunisino, abbia ripreso la sua “attività” preferita, quella del furto, con una certa costanza. Collezionando una serie di denunce che, alla fine gli sono costate un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.   

A eseguire l’arresto, nel tardo pomeriggio di ieri, sono stati sempre i poliziotti della Sezione volanti, che, dopo averlo rintracciato, l’hanno trasferito in carcere, come disposto dall’autorità giudiziaria proprio per evitare che continui a provocare danni. Il 26enne, che - per inciso - nel corso di diversi controlli svolti nell’anno ha fornito ben nove generalità false, è stato accusato di ben sei episodi, a partire da settembre. 

In ordine cronologico, gli sono stati attribuiti i seguenti casi: 27 settembre, furto di un marsupio di un operaio, con dentro due cellulari, portato via dalla cabina di un escavatore; 30 settembre, furto di una citybike prelevata nell’atrio dell’ingresso di un’abitazione privata; 29 ottobre, furto di un monopattino prelevato in un locale attiguo a una tipografia; 4 novembre, furto di una bicicletta da donna parcheggiata all’interno di un condominio; 18 novembre, furto di un telefono cellulare strappato dalle mani del proprietario, mentre camminava per strada; 7 dicembre, tentativo di rapina di un salvadanaio all’interno di un esercizio commerciale. Tutte vicende per le quali vi sono stati riscontri e testimonianze che hanno sempre ricondotto a lui.

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