Cronaca

Concorso Oss, nessuna penalizzazione. La Asl applica la normativa

Nessuna stranezza nel concorso per 50 posti di Oss. L'azienda locale: "Abbiamo scelto la miglior strada possibile, non ci sono ingiustizie ai danni degli interni"

LECCE - Nessuna penalizzazione nei confronti del personale interno, né altre “stranezze”. Così la Asl di Lecce, per mezzo di una nota stampa, ha voluto puntualizzare che il concorso per 50 posti per operatori socio sanitari (Oss), deliberato il 29 dicembre scorso, "non ha nulla di ingiusto come, invece, prova a sostenere il signor Dario Cagnazzo".

“La realtà, al di là delle argomentazioni alquanto suggestive che si cerca di far passare, è ben diversa – precisano i direttori di via Miglietta -. La Asl ha scelto la miglior strada possibile: il concorso pubblico con riserva di posti al 50 percento per il personale che abbia i requisiti previsti dalla legge”.

E ancora: “Non è una strana invenzione per “piazzare qualcuno”, come al contrario sostiene il signor Cagnazzo con un’acrobazia logica e normativa degna di miglior sorte. E’ vero, invece, che questo percorso è pienamente nel solco disegnato dal Dpcm 6 marzo 2015, dalla legge di stabilità 2015, dall'articolo 35 del decreto legislativo 165 del 2001 e delle norme che consentono la partecipazione, quali riservatari, degli aspiranti già dipendenti dell'azienda (articolo 24 del decreto legislativo 150 del 2009): dunque il meno attaccabile possibile, trattandosi di un concorso pubblico”.

Riguardo, poi, alle situazioni specifiche su cui il signor Cagnazzo appunta la sua attenzione, l’area del personale della Asl Lecce ritiene doveroso chiarire alcuni particolari importanti: “I 235 Oss a tempo determinato rientrano in una graduatoria, utilizzata più volte, per il conferimento di incarichi a tempo determinato. Altri dipendenti con la qualifica di ausiliario socio sanitario ed assistente ex legge 16/87 (integrazione scolastica) hanno conseguito l'abilitazione all'esercizio delle mansioni di operatore socio sanitario: tale condizione non determina un automatico inquadramento contrattuale superiore rispetto alla categoria di provenienza. Non esiste, cioè, una norma che preveda una trasformazione automatica con un passaggio verticale”.

Per questo motivo, aggiungono dall’azienda sanitaria locale, “il personale interno può partecipare al concorso esattamente come gli esterni, ma con una riserva che rappresenta un diritto relativo, le caratteristiche specificate nella legge, e non assoluto ad avere un automatico inquadramento nella categoria oggetto del concorso stesso”.

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