Psicosi da meningite? No, grazie. La Asl ridimensiona l'allarme

La dottoressa Turco fa chiarezza:"Gli adulti sani non corrono particolari rischi, le vaccinazioni sono opportune in generale. Non ci sono motivi per allarmarsi"

LECCE - Se non è psicosi da meningite, poco ci è mancato. Questa mattina, dopo la diffusione della notizia del paziente ricoverato a Gallipoli per via di una sintomatologia sospetta, poi accertata come polmonite, la Asl di Lecce è stata presa d’assalto da persone che chiedevano di fare il vaccino e cercavano ulteriori informazioni sulla possibilità di un contagio nel Salento.

Tutti in fila sin dalle prime ore della mattina per proteggersi dalla temuta infezione (di origine virale o batterica) che sta impensierendo la Toscana, per quanto in Puglia e nel Salento non vi sia alcun motivo di allarme. La giornata di oggi è stata complessa, come spiega la dottoressa Turco del servizio igiene e sanità pubblica della Asl leccese. Ma non è andata meglio nei giorni precedenti, quando i casi di cronaca tenevano banco sulla stampa nazionale.

Cos’è dunque la meningite? Si tratta di una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi che può essere  provocata sia da batteri che da virus. Quella più temibile è forma la batterica dovuta, principalmente, a tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco.

La gravità della meningite batterica è più elevata in età pediatrica ed è per questo che i vaccini – l’arma di prevenzione più efficace – vengono somministrati in tenera età. Nel caso specifico, l’azienda sanitaria locale effettua le vaccinazioni sui soggetti sensibili e su richiesta di chiunque, a pagamento.  Considerato il boom di domande, onde evitare l’assalto inutile agli ambulatori, sarebbe opportuno però ricorrere al servizio prenotazioni.

Alcune precisazioni sono doverose : “La Asl di Lecce dispone del vaccino quadrivalente, ma un adulto di età media, in condizioni di salute normali, non corre rischi particolari – spiega la dottoressa Turco -. Per il resto, vacciniamo regolarmente i bambini entro il 1° anno di età, gli adolescenti e chi si reca in Toscana per motivi di lavoro e di studio. Per ci sono altre fasce a rischio, cioè i soggetti che soffrono di particolari patologie e per gli anziani, per i quali l’infezione da pneumococco (B e C) può comportare pericoli e complicazioni maggiori”.

Per quanto riguarda il contagio, aggiunge il medico, questo avviene per via aerea, ad una distanza piuttosto ravvicinata ed è legato ad una lunga permanenza in un ambiente chiuso. Ancora un volta, non vi sono giustificazioni razionali per l’allarmismo: “Il Salento non registra casi particolari, siamo nella norma e rispetto ad altre regioni d’Italia possiamo contare su un programma di vaccinazioni più ricco”.

Anche la sintomatologia non deve ingannare. In questo periodo è facile confondere i banali sintomi dell’influenza con patologie più serie, ma le differenze non mancano: “Febbre alta e cefalea possono essere comuni, ma nel caso dell’influenza in genere vi sono altri sintomi legati all’apparato respiratorio, diversamente la meningite presenta una certa rigidità nella zona della nuca”.

Il consiglio più valido resta quello di rivolgersi al proprio medico curante ma il panico ingiustificato rischia di ingolfare i punti di primo soccorso e di rallentare il lavoro degli operatori sanitari. 

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