Link critica le scelte dell'ateneo: "Situazione economica complicata"

L'associazione studentesca invita ad utilizzare i finanziamenti statali per criticità come corsi, didattica, servizi e trasporti

LECCE - Una seduta importante, quella del 19 dicembre, per il Consiglio d’amministrazione dell’università del Salento. All’ordine del giorno vi erano due punti fondamentali:  la discussione del bilancio per l’anno prossimo e per il triennio 2017-2019; l’offerta formativa valida per il prossimo anno accademico.

I consiglieri hanno discusso anche del rinnovo della convenzione sui trasporti con Sgm, Adisu e Comune di Lecce e dei bandi emanati dalla Regione Puglia in materia di internazionalizzazione; oltre che del bilancio dell’orientamento e della qualità della didattica.

Gli studenti della rete Link hanno commentato con rammarico i dati che fotografano la difficile condizione economica dell’ateneo: “Le nostre perplessità nascono dal fatto che dal piano triennale non si evince una linea d’azione e di investimenti per far uscire dall’impasse l’ateneo, bensì un semplice elenco di tagli che, al contrario, peggioreranno ulteriormente la situazione”.

I consiglieri Link lamentano la mancanza di strategie volte ad impedire che si perdano i finanziamenti governativi, pari a circa 1 milione  e mezzo su base annua. E contestano anche la sforbiciata al fondo per i docenti a contratto che, a loro giudizio, “mette in seria discussione la sostenibilità della offerta formativa di alcune facoltà come scienze della Formazione, Giurisprudenza e Ingegneria che si reggono su queste figure professionali”.

Preoccupazioni sono state espresse anche riguardo alla riduzione dei costi previsti per il diritto allo studio nel piano triennale (circa il 60 percento in meno) e la gestione ordinaria dei plessi: “Questi tagli determineranno conseguenze importanti – ammoniscono i consiglieri Link -:  meno servizi, meno borse di studio, meno interventi in favore degli studenti, meno pulizia, meno ore di portierato e meno vigilanza”.

Per quanto riguarda, invece, la partecipazione dell’ateneo ai bandi regionali in materia di internazionalizzazione, bilancio orientamento e qualità della didattica Link ritiene che “sia un’occasione sprecata non usufruire dell’intero finanziamento e non prevedere neanche l’assunzione di un manager didattico per la facoltà di Lingue, Lettere, Filosofia e Beni Culturali”.

Link sollecita, al contrario, la necessità cogliere “in maniera intelligente” questi fondi per programmare interventi mirati a risolvere le problematiche dell’ateneo e per assicurare una copertura economica a quei servizi vitali per l’ateneo ma “oramai ridotti in pessime condizioni”.

Il Consiglio ha accolto positivamente, invece, la proposta di istituire nuovi corsi di laurea: Dams (L-3), Viticoltura ed Enologia (L-25), Manager della filiera turistica (L-15). “Difficile dire se l’università del Salento, con le criticità emerse dal bilancio unico, la chiusura di immobili, la riduzione dell’Ffo, il blocco del turn over già previsto nella programmazione finanziaria discussa a settembre, possa continuare a garantire la totale sostenibilità di nuovi corsi di laurea”, aggiungono gli esponenti di Link.

I consiglieri dell’associazione studentesca propongono, invece, di consolidare i corsi già esistenti, migliorando l’offerta ed i servizi agli studenti. “Paradossale inoltre è il fatto che il Curc si sia convocato ed abbia espresso un parere sull’offerta formativa regionale senza la presenza dei rappresentanti degli studenti, che non sono stati chiamati a causa di una errata interpretazione dei regolamenti”.

Per quanto riguarda la convenzione sui trasporti, infine, Link ritiene necessario rivedere i termini degli accordi per sanare le lacune, come la mancanza di corse dei bus notturni e lungo un percorso extra urbano. “La città universitaria di Lecce infatti deve dotarsi di un servizio di trasporti adeguato, che possa fornire a tutti gli studenti la possibilità di muoversi liberamente e raggiungere, tanto i luoghi della formazione e di studio, tanto i luoghi di aggregazione culturale e di svago”.

Intanto sono stati resi noti dall’Anvur (agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) i primi risultati parziali del rapporto Vqr (valutazione della qualità della ricerca) 2011-2014. La relativa graduatoria colloca l'Università del Salento al 62esimo posto sui 66 atenei statali. 

"Ci aspettavamo di subire un impatto negativo sul principale indicatore della quantità e qualità della ricerca (Iras1) - commenta in proposito il rettore Vincenzo Zara - dal momento che l’azione di protesta contro l’ultima Vqr, da parte di alcuni docenti, ha fatto sì che l'ateneo si collocasse al penultimo posto in termini di tassi di conferimento dei prodotti, con un -9 percento circa rispetto alla media nazionale". 

Zara spiega che, secondo le prime stime, in presenza di conferimenti in linea con la media nazionale, l'Università si sarebbe assestata attorno al -6 percento anziché -14 percento sulla base della differenza tra peso secondo indicatore Iras1 e scala dimensionale, posizionandosi attorno alla 48ma posizione.

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"Il ministero ha previsto un lieve fattore correttivo nella quota premiale del fondo di finanziamento ordinario per tener conto del minor conferimento dei prodotti (fino a una misura massima del 3 percento), ma ciò compensa solo in parte i mancati conferimenti da parte del nostro ateneo, il quale si è scostato molto dalla media nazionale - aggiunge il rettore - . Da parte mia e del delegato alla ricerca ci sono stati numerosi richiami su questi aspetti nel periodo di conferimento dei prodotti, peraltro riportati ampiamente anche sulla stampa. La discussione si aprirà ora negli organi di governo, che dovranno valutare eventuali ripercussioni nei dipartimenti che hanno partecipato in misura minore al conferimento dei prodotti".

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