Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Via Benedetto Croce

Latta di benzina e interiora sanguinanti: show-room Maci, due intimidazioni in pochi giorni

Questa mattina alle 8,30 l'inquietante ritrovamento in una busta di plastica appesa all'esterno del negozio di Gilberto Maci e della moglie Debora Giannone. Solo quattro notti addietro un ignoto aveva collocato una tanica di benzina nei pressi. E lo scorso anno fu trovata una bomba inesplosa

La busta di plastica contenente le interiora.

LECCE – Due intimidazioni nell’arco di soli quattro giorni. Non c’è pace per gli imprenditori, marito  moglie, Gilberto Maci di Cellino San Marco e Debora Giannone di Lecce. Il loro show-room di vini del capoluogo salentino, che porta l'insegna "Cantine Due Palme" e sorge fra viale Rossini e via Benedetto Croce, quota già tre atti minatori se si sommano gli ultimi episodi.

Nel marzo dello scorso anno, infatti, fu collocato nella saracinesca un ordigno artigianale, usando una busta della spazzatura chiusa con nastro adesivo, con circa 300 grammi di polvere di cava. Non esplose per stessa volontà degli attentatori.

Questa volta, invece, i soliti ignoti sono tornati alla carica prima con una tanica di benzina, posata nei pressi di una colonna, poi con un altro tipo di “messaggio”, interiora di animale, ancora fresche e trasudanti sangue, più una testa di agnello, infilate in una busta di plastica bianca. E’ stata appesa alla grata della serranda che volge sua via Benedetto Croce. E l’ha trovata questa mattina alle 8,30 un dipendente dell'attività commerciale.

Si tratta di atti dimostrativi, certo, ma non per questo meno inquietanti. Maci e la moglie, dal canto loro, ad oggi non avrebbero subito minacce o richieste estorsive. Non sanno spiegarsi il motivo di quest’accanimento, ma iniziano ovviamente a nutrire timore. "Siamo assicurati - dice Debora Giannone -, ma ciò non ci solleva certo dalla paura". 

Un aspetto per certi versi curioso è il fatto che gli ultimi due “ammonimenti” di un nemico ancora invisibile, tanica di benzina e interiora (messaggi che è facile comprendere a cos’alludano) siano stati così ravvicinati nel tempo. Ma una spiegazione forse c’è.

L’episodio del liquido infiammabile risale alla notte fra il 16 e il 17 febbraio. Ma la coppia l’ha appresa addirittura nel tardo pomeriggio, direttamente dai carabinieri. Intorno alle 3 precedenti, infatti, un individuo è stato notato chiaramente da una ragazza di passaggio in auto, fermatasi all’incrocio regolato da un semaforo. L’ignoto aveva con sé la latta e sicuramente si sarà accorto della presenza del veicolo.

Sentendosi disturbato nella sua azione, ha lasciato il contenitore accanto a una porzione di parete che divide lo show-room dal piccolo pastificio limitrofo. Quella stessa ragazza, allarmata, ha poi subito fatto il giro con l’auto e s’è fermata in via Lupiae, esattamente alle spalle, entrando nella caserma dei carabinieri del comando provinciale e avvisando di quanto appena visto.

I militari si sono fiondati sul posto, sequestrando la tanica. La sua ambigua collocazione non ha ovviamente lasciato intuire subito quale potesse essere l’esercizio commerciale preso di mira. A tutt'oggi non è ancora del tutto chiaro, sebbene il sospetto sia ovviamente ricaduto in particolare sullo show-room di Maci, visto il precedente della bomba.

Ad ogni modo, i titolari sono stati chiamati nel pomeriggio dai militari per essere ascoltati, ed hanno anche fornito i nastri di videosorveglianza. Negli angoli in alto, infatti, sia sull’ingresso principale che volge sulla circonvallazione, sia sula vetrata laterale, vi sono diverse telecamere. Nelle immagini si vede chiaramente l’attentatore posare il contenitore con il liquido e poi allontanarsi a piedi. E ora si sta cercando di identificarlo.

Tant’è. La notizia è passata praticamente in sordina. Ma questa mattina il caso è letteralmente esploso al ritrovamento di una busta di plastica con le interiora. Messaggio particolarmente forte nei contenuti, oltre che raccapricciante alla vista. Sembra evidente, dunque, che gli stessi individui che hanno presumibilmente presso di mira marito e moglie nel fine settimana, possano essere tornati alla carica con un nuovo messaggio a distanza di pochi giorni perché i destinatari fossero chiari e inequivocabili. E' una delle possibili chiavi di lettura.

Gilberto Maci, questa mattina, si recherà in caserma per sporgere denuncia contro ignoti. Ancora una volta saranno acquisiti i filmati per cercare di fare chiarezza su questa lunga scia di episodi. I militari hanno già svolto un sopralluogo.

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