Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Leuca / Via Francesco Camassa

Mette fuoco a un'imposta della villa di De Leo e fugge: ripreso da videocamere

L'attentato incendiario a tarda ora in via Camassa. L'ex assessore al Bilancio della giunta Poli ed ex presidente della società Omfesa s'è accorto al rietro. Sul posto sono intervenuti gli investigatori della questura di Lecce che hanno visionato le immagini

La villa di De Leo (foto di Luca Capoccia).

LECCE – Un uomo s’è introdotto nel tardo pomeriggio nella villa di Ennio De Leo, commercialista leccese, e, armato di una bottiglia piena di benzina, ha tentato di dare fuoco a un’imposta. La scoperta è avvenuta poco dopo le 22, quando è rientrato a casa. Un vero azzardo da parte dell’ignoto, perché la villa è piena di videocamere. 

Il proprietario ha così potuto vedere l’ignoto attentatore dalle immagini. L'uomo, che ha agito intorno alle 18,40, si è però premunito di calare un cappuccio sulla testa per cercare di non farsi riconoscere. E' quindi riuscito a fuggire, scavalcando il muro di cinta, e a far perdere le tracce. 

La villa sorge in via Camassa (il tratto iniziale della via Vecchia Lizzanello), ed è dotata - come detto - di un impianto di videosorveglianza che potrebbe aver ripreso ulteriori dettagli importanti, come un'auto in fuga. L'uomo, dunque, non era solo. Ora quei filmati sono al vaglio degli investigatori della questura, giunti sul posto per avviare le indagini. I primi ad arrivare sono stati gli agenti delle volanti, seguiti poi dalla Digos. 

De Leo è un personaggio noto per i suoi trascorsi politici nel centrodestra salentino e per aver fatto parte della giunta di Adriana Poli Bortone, in qualità di assessore al Bilancio. E’ stato presidente dell’Omfesa di Trepuzzi, azienda che si occupava fino a qualche anno addietro di manutenzione ferroviaria e che vantava importanti commesse. Una società che dopo il fallimento s'è incuneata in una vertenza infinita con tavoli ministeriali, trattative senza sbocco e vibranti proteste dei lavoratori in mobilità che ancora cercano uno spiraglio.

Sotto il profilo politico, l’uscita dalle scene di De Leo è coincisa con l’avvio di una serie di procedimenti pemali. Condannato con Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del Settore economico di Palazzo Carafa, per presunti illeciti relativi all’erogazione degli incentivi nell’ambito della sottoscrizione dei Boc (Buoni obbligazionari comunali, aggiudicati nel 2005 dal gruppo Deutsche Bank per 105 milioni di euro), nel gennaio scorso è stata richiesta nei suoi confronti una riduzione della pena in appello.

Nel frattempo, pochi giorni dopo, è stato rinviato a giudizio proprio con l’ex sindaco Poli e altri, nell’ambito del secondo filone del processo per lo scandalo dei Palazzi di via Brenta, uno dei casi più controversi della cronaca giudiziaria cittadina.    
 

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