Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

La casa al tempo di crisi. Sui salentini l'incubo pignoramento: 4mila pendenze

E' il picco più alto dagli anni '90. Ed il Salento si pone fra le realtà più colpite in Italia. I dati del ministero della Giustizia parlano di 2mila decreti d'esecuzione nel 2012, con un aumento del 23 per cento rispetto all'anno precedente. E il futuro non sembra più roseo

Palazzi dentro Lecce.

LECCE – Gli effetti della crisi si fanno sentire e sempre più spesso le famiglie salentine che richiedono mutui o prestiti, schiacciate da una situazione economica difficile e da un lavoro sempre più precario, non riescono a pagarne le rate. Quello trascorso è stato un anno orribile sul fronte dei pignoramenti immobiliari.

Gli ultimi dati, aggiornati al 31 dicembre 2012, raccontano in maniera evidente come i decreti di esecuzione siano arrivati a sfiorare quota 2mila, superando di oltre il 23 per cento un 2011 già negativo. Un aumento del 23,4 per cento, superiore rispetto alla media nazionale e che pone la provincia di Lecce a ridosso di realtà molto più complesse ed estese come Milano, Roma, Torino e Napoli (dove il dato si attesta a 2mila e 221). Lecce supera anche Bari, dove i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono stati circa mille e 600. Nel Salento, complessivamente i pignoramenti ancora pendenti sono oltre 4 mila, un picco straordinario.

Si tratta del bilancio più nero degli ultimi vent'anni. Nel 2001, infatti, i pignoramenti furono solo 579. Il vero boom è arrivato negli ultimi quattro anni, in concomitanza con il crollo mondiale: a partire dai 958 casi del 2007 via via a salire fino alla cifra attuale. I dati ufficiali, forniti dal ministero della Giustizia, rappresentano la faccia più evidente di una crisi sempre più aggressiva. L’insostenibile crisi economica, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare gli impegni, con un mutuo sempre più gravoso che, statistiche alla mano, incide per oltre il 33 per cento sul reddito e si traduce, per almeno centinaia di famiglie, in un rischio reale d’insolvenza. Destinatarie dei provvedimenti famiglie, aziende del manifatturiero e del commercio e imprese agricole.

La provincia di Lecce è dunque fra le più colpite in Italia. Bisogna tornare indietro a metà degli anni Novanta per registrare numeri altrettanto negativi. Poi la situazione migliorò, grazie al calo dei tassi determinato dall’adozione dell’euro, fino all’ultima ondata di crisi. Il crollo delle attività economiche sta colpendo in modo trasversale le fasce più deboli. In particolare, si sono moltiplicate le richieste di pignoramento da parte delle banche in presenza di rate di mutui non pagate. I pignoramenti raccontano indirettamente come sia diminuita la ricchezza del Salento.

La chiusura e la crisi di molte aziende si fanno sentire in modo drammatico. Stipendi che vengono meno, salari falcidiati dalla cassa integrazione (quando va bene), il lavoro autonomo in grave difficoltà: un quadro pesante che spesso provoca l’impossibilità di pagare il mutuo o di onorare i debiti con i fornitori. Dall’esame delle insolvenze emerge un’umanità che sprofonda nella povertà e rischia di non farcela a rialzarsi. Spesso la richiesta di pignoramento viene da piccole aziende che lamentano mancati pagamenti da parte dei clienti. Il tutto mentre il sogno di una casa finisce per allontanarsi o trasformarsi in un incubo.

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