Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Via Adua

Un ausiliario: "Io, aggredito da Pagliaro". L'editore replica: "Un'assurda simulazione"

L'editore di Mixer Media e vicepresidente nazionale di Mir è stato accusato da un dipendente della Sgm. I fatti in via Adua. L'uomo ha avuto dieci giorni di prognosi. Ma la versione di Pagliaro è molto diversa: "Avevo fatto il grattino, ma non ha voluto sentire ragioni. Poi ha finto l'aggressione"

Paolo Pagliaro, in una foto di repertorio.

LECCE – La denuncia-querela depositata nella tarda serata di ieri si aggiunge alle indagini già avviate d’ufficio dai carabinieri di Lecce. E il nome della persona accusata di aggressione da un ausiliario del traffico leccese non è di quelli che lasciano indifferenti: Paolo Pagliaro, 53 anni, presidente del gruppo Mixer Media, da cui dipendono Telerama, Telerama 1 e cinque stazioni radiofoniche, e fondatore dell'associazione Cuore Amico. 

Da qualche anno entrato in politica, fondatore del movimento Regione Salento, Pagliaro (che un fratello politico ce l'ha già, l'assessore comunale Alfredo) è fresco di nomina con l’incarico di vicepresidente nazionale di Moderati in rivoluzione. E proprio il giorno successivo a questa rilevante designazione, il 26 novembre, si sarebbe verificato un episodio i cui contorni sono tutt'altro che delineati .

A finire in ospedale, Sergio Dell’Anna, dipendente della Sgm, che con Pagliaro condivide l’età. Solo quella, però. Per il resto, son soltanto scintille. Tanto che l'ausiliario e l'imprenditore rischiano ora di ritrovarsi metaforicamente l'un contro l’altro armato in un’aula di tribunale, qualora la vicenda dovesse avere un seguito. E probabilmente così sarà, tanto più che Pagliaro non è stato a guardare e a sua volta ha già avviato le sue pratiche.

Tutto depositato in caserma, dunque. Da un versante e dall'altro. Perché se Dell’Anna lo accusa di avergli alzato le mani, Pagliaro replica secco: “E’ stata una simulazione e la sera stessa è andato anche a ballare”. Due versioni diametralmente opposte, e due denunce che s’incrociano.  

DELL’ANNA: “IO, AGGREDITO DA PAOLO PAGLIARO”

Erano le 11,30 di martedì scorso, quando i due destini si sono incrociati nel parcheggio di via Adua, nei pressi dell’Ateneo e di Porta Napoli. Nella denuncia presentata presso la caserma di via Lupiae, l’incaricato di verificare il corretto pagamento dell’obolo per posteggiare lungo le strisce blu, ha dichiarato di essere stato spinto da Pagliaro, alterato per averlo sorpreso nell’atto di scrivere un verbale.

Stando sempre alle dichiarazioni di Dell’Anna, l’editore e politico leccese l’avrebbe prima apostrofato malamente, per poi passare alle vie di fatto. La mela della discordia, un’Audi Q7 sprovvista di tagliando.

L’ausiliario, a quel punto, avrebbe barcollato e poi sarebbe caduto, urtando la testa. Dell’Anna ha fatto anche presente di aver atteso circa una decina di minuti, nella speranza che qualcuno si facesse vivo, per poi alla fine decidersi a estrarre il blocchetto. Proprio nel momento in cui avrebbe iniziato a stilare le prime righe, però - sempre secondo la sua versione -, si sarebbe fatto avanti il proprietario del mezzo, alzando la voce, per poi far cadere il blocchetto per terra con una manata. Dell’Anna, ripresolo e rimessosi a stendere il verbale, cercando di mantenere anche un certo distacco, avrebbe infine subito uno spintone più diretto.

Per la botta che sostiene di aver subito alla testa, cadendo, l’uomo ha dovuto fare richiesta di soccorso sanitario. Sul posto è giunta un’ambulanza del 118, che l’ha trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Qui i medici hanno prestato le prime cure. Prognosi: dieci giorni per un trauma cranico minore. E’ stato poi dimesso.

L’indagine dei militari è partita d’ufficio, anche se la prognosi non è stata superiore ai venti giorni. Questo perché la vicenda riguarda un incaricato di pubblico servizio, che, sotto il profilo legislativo, pur non avendo gli stessi poteri di un pubblico ufficiale, di fatto è figura che viene equiparata in caso di controversie.

La denuncia presentata in caserma dall’avvocato che rappresenta l’ausiliario, Giuseppe Milli, va dunque ad integrarsi all’inchiesta già in corso. Sono state citati i nomi di quattro persone che sarebbero state presenti in quel momento. Alcune di loro si sono presentate spontaneamente in caserma prima ancora che la querela fosse depositata.  

PAGLIARO: “TUTTO FALSO, E’ STATA UNA SIMULAZIONE”

L’editore, che nella vicenda è difeso dall’avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti, non ci sta e replica. In modo anche piuttosto duro. Con una lunga dichiarazione, in cui spiega la sua versione dei fatti. La stessa, sostanzialmente, narrata davanti ai militari dell’Arma che stanno procedendo agli accertamenti. Ponendo innanzitutto l'evento intorno alle 11,50. 

ALLEGATO 1 -GRATTINO-2“Martedì scorso – dice - ho dovuto fare i conti con il rispetto della divisa che mi è stato inculcato da mio padre, poliziotto, e l'abuso di potere che per pochi minuti ubriaca chi ce l'ha”. Pagliaro si stava recando presso il liceo Palmieri per un incontro con l'insegnante del figlio. Era in compagnia della moglie. L’editore aveva appena parcheggiato l'auto, quando s’è accorto di una cosa: avrebbe scoperto solo in quel momento che il suo abbonamento era scaduto. “Sono sceso per prendere il grattino (nell'immagine a lato, Ndr), mentre mia moglie si avviava prima di me verso la scuola”.

“Tornando alla macchina, ho visto un ausiliario del traffico che qualche istante prima avevo scorto con mia moglie”. Dell’Anna, appunto. “Per fargli capire che ero a pochi metri di distanza, ho premuto il pulsante della chiave dell'auto per l'accensione delle luci. A lui ho subito esibito il grattino appena acquistato, ma non è servito per fargli passare una voglia matta di farmi la multa”. Insomma, l’editore, quel tagliando l’avrebbe regolarmente fatto a una delle diaboliche macchinette mangiasoldi della zona.

“’Guardi, ho parcheggiato pochi istanti fa, ha incrociato da lontano a me e mia moglie, mi sono allontanato giusto il tempo necessario per prendere il grattino’, gli ho detto”. “E lui mi ha risposto: ‘Io la multa devo fartela lo stesso’”.

“Non capendo davvero il motivo – aggiunge Paolo Pagliaro -, ho proseguito: ‘Scusi, ma perché questo abuso? Se ho il grattino in mano e l'orario è esattamente questo, perché deve multarmi?’. Un'ingiustizia che ha operato con arroganza tanto che si sono alzati e inaspriti i toni della discussione e gli ho ripetuto che si trattava di una vessazione amorale e di un atto arbitrario, poiché ero in possesso di regolare ticket”.

Stando alla versione di Pagliaro, a quel punto l'ausiliario, definito come un uomo “alto e muscoloso, dapprima mi ha apostrofato con frasi ingiuriose, ha lasciato cadere per terra il verbale e dopo qualche secondo si è accasciato, fingendo non si sa bene cosa”. Ed è probabilmente il punto di discrimine nodale dell’intera vicenda. “Una sceneggiata che mi ha lasciato a bocca aperta e ferito – aggiunge - perché ne ho colto subito la volontà lesiva nei miei riguardi”. Il patron di Telerama, però, aggiunge che altre persone hanno assistito alla scena e che quindi “potranno ricostruire i fatti secondo verità”.

“Ho chiamato subito io carabinieri e vigili urbani - prosegue -, per far accertare loro i fatti e sentirmi tutelato quale parte lesa di un comportamento inqualificabile. Le forze dell'ordine hanno verbalizzato quanto accaduto ed ascoltato i testimoni presenti”. E taglia corto: “Eventuali ricostruzioni fantasiose dell’episodio troveranno immediata smentita nei verbali”.

Via Adua-3 Ma l’editore si spinge oltre. Sostiene di aver ricostruito altri episodi recenti, avvenuti a suo dire proprio a margine del fatto di via Adua. La sera stessa, secondo Pagliaro, Dell’Anna sarebbe andato a danzare. E qualche giorno dopo si sarebbe presentato nuovamente “in una sala da ballo” e, sempre a detta dell'imprenditore, avrebbe “seguito il medesimo copione con un povero malcapitato, ‘reo’ di avergli pestato il piede durante il ballo. Non ha perso tempo e subito ha compiuto la sua performance preferita, gettandosi a terra e simulando un forte dolore alla gamba. Tutti i presenti hanno assistito con stupore e indignazione alla scena – prosegue -, che non commento e riporto solo al fine di chiarire, laddove ci fossero dubbi, la credibilità inesistente di quest’uomo”.

In conclusione, per Pagliaro “un episodio del genere mina la fiducia dell'opinione pubblica verso la categoria degli ausiliari del traffico, dipendenti della Sgm, a causa di una rara mela marcia. Ai cittadini e alla maggior parte dei suoi colleghi l'ausiliario dovrebbe chiedere scusa: è andato al pronto soccorso chiamando lui stesso il 118, dove, come quasi per prassi capita, ha avuto dieci giorni di prognosi”.

“Eppure – rimarca -, la stessa sera è andato a ballare in un locale e ci sono delle foto che lo ritraggono impegnato a scatenarsi in pista senza che il presunto trauma cranico lo frenasse”. E ancora, quache giorno dopo sarebbe avvenuto il secondo episodio, quello della caduta, “che rivela con chiarezza la premeditazione dei suoi comportamenti”. Immagini e circostanze, a quanto pare frutto di post su social network, farebbero parte della documentazione presentata ai carabinieri.  

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