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Commerciante morto in casa: per il medico legale si è trattato di un infarto

Questa mattina si è svolta l'ispezione sul 42enne Alessandro De Leo. Ieri sera sopralluogo della polizia. Nessun segno di violenza sul cadavere o d'effrazione in casa

LECCE – E’ stato molto probabilmente un infarto miocardico a stroncare la vita di Alessandro De Leo, un commerciante leccese, gestore di un negozio d'abbigliamento per uomo, in centro. Aveva soltanto 42 anni. Il cadavere è stato scoperto nella tarda serata di ieri dalla moglie, una volta rientrata a casa. De Leo era riverso per terra, nella camera da letto.

Sul posto, un appartamento di via Bartolomeo Ravenna, fra via Lupiae e piazza dei Partigiani, sono arrivati i sanitari del 118 che, però, non hanno potuto fare null'altro che constatare il decesso. E’ apparso fin da subito che la morte potesse essere attribuita a un malore, ma sul posto sono stati chiamati anche gli agenti di polizia di una volante.

I poliziotti hanno svolto un sopralluogo accurato nell'appartamento, per verificare se vi fossero segni di effrazione o altri dettagli utili a inquadrare la vicenda in modo differente, ma non è emerso nulla. In casa era tutto in ordine. Tuttavia, onde fugare ogni dubbio, il pubblico ministero di turno, Emilio Arnesano, a tarda ora ha disposto il trasferimento della salma presso la camera mortuaria del “Vito Fazzi” di Lecce dove questa mattina il medico legale Ermenegildo Colosimo ha effettuato un’ispezione esterna.

Il corpo non presentava alcun segno di violenza e d’altro canto, lo stesso consulente incaricato dal magistrato ha ipotizzato un infarto, anche perché, dalle testimonianze raccolte, De Leo, nei giorni precedenti, aveva lamentato alcuni dolori retrosternali, ma ancora non si era recato da un medico per una visita. E, purtroppo, questa sottovalutazione potrebbe essergli stata fatale. 

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