Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Prognosi dieci giorni, muore dopo l'intervento. Giovedì l'autopsia

Il sostituto procuratore Francesca Miglietta ha conferito al medico legale Roberto Vaglio l'incarico di procedere alla necroscopia sul corpo di Sandro Mocavero, cellinese, vittima di un incidente stradale in apparenza banale

LECCE – Si svolgerà giovedì mattina, presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, l’autopsia sul corpo di Sandro Mocavero, il 25enne di Cellino San Marco deceduto dopo un intervento chirurgico, resosi necessario a seguito dell’aggravamento improvviso delle sue condizioni di salute.

Il ragazzo era rimasto vittima di un incidente stradale. Una vicenda particolarmente inquietante, considerando che la prima prognosi era stata di appena dieci giorni per un trauma addominale riportato nell’impatto. La decisione di sottoporre il cadavere del giovane ad un esame necroscopico approfondito è stata assunta dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, che ha affidato questa mattina l’incarico al medico legale Roberto Vaglio.

Il cuore di Mocavero ha smesso di battere nella tarda serata del 22 febbraio, intorno alle 21. Era ricoverato fin dal giorno precedente, per un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 104, in territorio di Guagnano.  Il 25enne, si trovava alla guida di una Citroen C1 che, all'altezza di una curva, si è scontrata con un altro veicolo, proveniente dal senso opposto, una Toyota Rav4, condotta da una donna di Guagnano che ha riportato ferite per una trentina di giorni.

Secondo i rilievi svolti dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, l'auto condotta dal cellinese avrebbe invaso l'altra corsia. Dopo lo scontro, si è quindi verificato un ribaltamento della C1. Mocavero è uscito da solo dal veicolo e, una volta condotto in ospedale, dopo che è stata formulata quella prognosi che lasciava presagire un sereno epilogo della vicenda, le sue condizioni si sono aggravate. E’ stato sottoposto ad un intervento ad un polmone. Dopo, è sopravvenuto un arresto cardiocircolatorio. 

Il pm che ha aperto l’inchiesta dovrà appurare se vi siano stati errori od omissioni, nel corso dell’intera vicenda, e se, quindi, il decesso fosse evitabile. L’autopsia potrebbe eventualmente chiarire i lati al momento oscuri di questa vicenda.    
 

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