Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Viale della Repubblica

Il dramma umano: mesi senza stipendio, minaccia di darsi fuoco nella mensa

Tempestivo e a dir poco provvidenziale l'intervento di un agente di polizia di una volante, che di nascosto è riuscito a sottrarre una tanica con due litri di liquido infiammabile a un addetto al servizio mensa all'interno degli stabili della ex manifattura tabacchi, in via Guido Dorso

LECCE – Immensi drammi umani sono racchiusi nella spirale di un declino economico che tutto travolge. Vite portate avanti con dignità spezzate dall’assenza di una prospettiva. Succede quando lo stipendio non arriva più, perché l’azienda per cui si lavora a sua volta ha perso i propri introiti. 

Tutto nato dopo lo stop allo stabilimento di produzione di Lecce di un colosso quale British American Tobacco, in un drammatico effetto a catena.La vicenda sindacale, il riassorbimento dei dipendenti in altre aziende, gli ulteriori problemi e la cassa integrazione, sono fatti noti che è anche inutile menzionare e ricostruire per l’ennesima volta. E però, questo va sottolineato, dentro a queste vicende ci sono le singole esistenze che ne vengono risucchiate.  

La storia di addetto alla mensa presso l’ex manifattura tabacchi salentina, un uomo di 58 anni, è fra le tante di un’Italia che cade a pezzi. Sei mesi di stipendio arretrato, una famiglia da mantenere, e la decisione di un gesto clamoroso per attirare l’attenzione sul proprio tormento.

L’uomo lavora per Meal Service Srl, società che versa in condizioni a dir poco difficili. Ai primi di gennaio è arrivata comunicazione della sospensione del servizio mensa per Iacobucci, una delle varie società coinvolte nella riconversione.

Questa mattina l'addetto è andato come sempre a occupare il suo posto, in via Guido Dorso, alle spalle di viale della Repubblica, in un plesso che un tempo pullulava di vita e lavoro. Non si saprà mai se davvero avrebbe dato seguito alla sua clamorosa protesta, cospargendosi di benzina, come minacciato, e poi accendendo una fiamma.

La tensione che s’è venuta a creare, però, è stata molto forte. Perché, usando un montacarichi, ha impedito l’accesso ad altri alla cucina, dove s’è rintanato, posando una tanica da due litri con liquido infiammabile su un tavolo accanto e urlando al mondo tutta la sua rabbia.

I suoi colleghi, che peraltro non versano in condizioni migliori, invano hanno tentato di ricondurlo alla calma. E a quel punto è dovuta intervenire anche la polizia. Gli agenti delle volanti hanno intuito subito la delicatezza della situazione. Ed è stato un capo pattuglia a prendere in mano la situazione. Un uomo che porta nei capelli bianchi il carico dell’esperienza di chi ne ha viste e digerite di ogni tipo, nella sua vita in strada a bordo di pattuglie. 

Il poliziotto ha individuato un accesso alternativo al locale, quindi s’è infilato all'interno da una porta secondaria seminascosta. Nel più totale silenzio, non facendo percepire neanche il rumore dei propri passi, e senza qujindi che l’addetto della mensa si accorgesse di nulla, è riuscito a sottrarre la tanica di benzina.

E’ stato il primo passo importante. Anzi, quello fondamentale. Impedire che si potesse consumare una tragedia. Il secondo, è stato ascoltare i problemi dell’uomo. La sua ira s’è sciolta in un pianto liberatorio davanti a quell'agente, anche lui padre di famiglia, e che ha tentato di rincuorarlo, dargli forza.

Molto provato dalla vicenda è apparso anche l’amministratore della società in crisi. S’è recato sul posto e ha fornito, nei limiti del possibile, rassicurazioni ai suoi dipendenti, premunendosi anche di versare subito del denaro per quell’addetto che oggi ha avvertito di aver toccato il limite. 

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