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Grosso petardo fatto esplodere sotto un’autovettura, danni e mistero

È successo intorno a mezzanotte a Lecce, in via Caiulo, a Lecce. Sul posto le volanti di polizia con la scientifica. Repertati frammenti dell'ordigno. È dipendente di un Punto Snai, gestito dalla compagna

LECCE – Mancava poco a mezzanotte quando in via Gabriele Caiulo, in una zona di nuova edificazione di Lecce, nel comparto fra via Lodi e via Merine, diversi residenti hanno udito forte e chiaro il boato di un’esplosione.

Qualcuno, riuscito ad allontanarsi senza essere notato, nelle strade deserte della città sotto coprifuoco per la pandemia, aveva appena collocato un petardo piuttosto grosso sotto un’autovettura. E, a rimanere danneggiata in modo serio, è stata una Fiat 500 X bianca di proprietà di un dipendente del Punto Snai di via Gabriele D’Annunzio, gestito dalla compagna dell’uomo (avevamo erroneamente riportato in prima istanza che fosse lui il gestore, Ndr). Fra i primi a intervenire è stato un vigilante di ronda nella zona, della Cosmopol. È stata proprio la centrale operativa dell’istituto a contattare la Questura. In breve, sul posto, sono così arrivati gli agenti della Sezione volanti per un primo sopralluogo.

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La bomba carta è stata collocata all’altezza della parte anteriore destra dell’autovettura, in corrispondenza del marciapiede, il punto, evidentemente, meno esposto per potersi chinare, dare miccia all’ordigno e allontanarsi in fretta, magari contando sulla parziale copertura delle vicine aiuole alberate.

A saltare per aria sono stati uno pneumatico e porzioni di paraurti e fanali. Frammenti si sono sparsi per diversi metri dal punto dell'esplosione. Data la situazione, è stato richiesto l’intervento della scientifica. Gli specialisti hanno constatato la presenza sull’asfalto di frammenti che rimandano a un ordigno di fattura artigianale, pezzi di carta che sono stati repertati.  

Via Caiulo, nelle vicinanze del quale si trova il palazzetto dello sport “San Giuseppe da Copertino” di via Merine, è una zona prettamente residenziale. Non vi sono negozi e attività commerciali e, di conseguenza, poche potrebbero essere le telecamere. Di sicuro, non sono stati trovati impianti di videosorveglianza, nemmeno privati, nelle vicinanze del punto dell’esplosione. Quanto al movente, per ora resta un mistero. Sul caso indaga la Squadra mobile.

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