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“Sincro-2”, scacco alla banda dei furti di auto. Agivano su commissione

Tre brindisini arrestati su ordinanza. Le incursioni anche in provincia di Lecce. Effettuavano sopralluoghi e usavano ricetrasmittenti. E gestivano un vasto giro di pezzi di ricambio per il mercato nero

BRINDISI – Brindisi, questa mattina, s’è svegliata sotto il suono assordante delle pale degli elicotteri dei carabinieri. Due le operazioni portate a termine nella stessa mattinata, ribattezzate (non a caso) “Sincro” e “Sincro-2” e che hanno condotto a otto arresti totali. In una circostanza le manette sono scattate per cinque soggetti, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nell’altra, invece, per tre, sempre per reato associativo, ma con un obiettivo diverso: i furti di auto.

La particolarità? Vi è un collante fra i due gruppi rappresentato da una figura piuttosto eclettica, quella del brindisino Luigi Lorenzo, 35 anni. Il suo nome, infatti, compare in entrambe le ordinanze. Nel caso dei furti, accostato a quelli di Ciro Santese, di 49 anni, e Gianluca Leuzzi, di 29.

“Sincro-2”: furti avvenuti su commissione

È l’inchiesta “Sincro-2”, in questo particolare incrocio di attività criminali, quella che riguarda da vicino anche il territorio di Lecce. L’indagine, infatti, coordinata dal pubblico ministero Luca Miceli, e che si è protratta da gennaio a giugno del 2020, avrebbe accertato incursioni sia in provincia di Brindisi, sia in quella di Lecce per rubare autovetture su commissione di ricettatori. Con tanto di smontaggio delle autovetture rubate, per procurarsi componenti da rivendere sul mercato nero dei pezzi di ricambio.

Stando agli accertamenti della Sezione operativa della Compagnia di Brindisi dei carabinieri, i soggetti avrebbero agito con tecniche collaudate, senza improvvisare nulla. Quindi, con accurati sopralluoghi per cercare gli obiettivi giusti e studiare i territori, comunicando fra loro con ricetrasmittenti e potendo disporre di ben tre garage per nascondere i veicoli sottratti.

Sono stati ricostruiti sei episodi di furto di autovetture, tra quelli consumati e altri tentati, ma probabilmente sono stati anche di più, mentre in altre circostanze sono stati sventati all’origine proprio dall’attività di prevenzione. Nel corso di alcune perquisizioni, sono state trovate, in un garage a Brindisi, numerose parti meccaniche e di carrozzeria, di provenienza furtiva.

Un'indagine chiusa in anticipo per due arresti

L’inchiesta “Sincro-2” sui furti è stata, sostanzialmente, una costola di quella sul traffico di droga perché, durante le intercettazioni è emerso che Luigi Lorenzo, insieme al 34enne Dario Gorgoni (fra i coinvolti nell’indagine “Sincro”) avevano in uso un’Alfa Stelvio con targa risultata rubata a una Fiat 500. E c’è di più. Le investigazioni dei carabinieri brindisini erano ancora nel vivo, quando, ai primi di luglio dell’estate scorsa, subentrò un episodio che, di fatto, la condusse a una fine anticipata.

Il 2 luglio, infatti, Santese e Leuzzi furono arrestati su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Giulia Proto, dopo un accertamento dei carabinieri della stazione di Surbo e della task force sui reati predatori della Sezione operativa di Lecce. Grazie a identificazioni fotografiche e all’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza installati nei pressi del luogo dove si era consumato uno dei furti (avvenuto nel capoluogo salentino), tramite accertamenti tecnici i carabinieri risalirono non solo all’identità dei due autori, ma anche a un casolare nelle campagne surbine, utilizzato come luogo di stoccaggio per la neutralizzazione dei localizzatori Gps delle autovetture.

Per tutti i dettagli anche sull’operazione “Sincro” da cui è scaturita “Sincro 2”, consultare l’articolo di BrindisiReport.it.

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