Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Broker online e contrassegni falsi, casi nel Salento per un fenomeno in forte ascesa

Durante i controlli della polizia stradale in vari centro della provincia, oltre alle consuete multe per violazioni di vario genere, è emerso un caso di assicurazione falsa, che cela dietro un mondo nuovo. Il vicequestore aggiunto Lucia Tondo spiega tutti i meccanismi e i rischi correlati

Una pattuglia della polizia stradale durante un controllo.

LECCE – C’è chi guida in stato d’alterazione psicofisica, chi ha “dimenticato” di sottoporre il veicolo a revisione e chi, direttamente, di stipulare il passaggio di proprietà. Fenomeni noti, certo, vecchi almeno quasi quanto la nascita e la diffusione commerciale del motore a scoppio. E tutti messi in evidenza nel corso di alcuni controlli svolti dalla polizia stradale di Lecce, fra il 7 e l’8 maggio.

Un caso nuovo, però, che sta emergendo con forza negli ultimi tempi, legato in qualche modo anche alla crisi economica (visti i costi che si possono abbattere) e che la stessa Polstrada tiene a mettere in forte rilievo, per avvertire gli utenti, è quello delle polizze Rca contraffatte da intermediari-broker assicurativi. Tutto via Internet. Con un sistema ingegnoso e anche difficile da stroncare. Perché spesso non si riesce a venire a capo dell’allocazione dei server. Un problema che la polizia stradale conosceva già, per un’inchiesta aperta da qualche tempo e riguardante episodi registrati fra Lecce e Livorno. E che s’è ripresentato proprio nei giorni scorsi, quando è stato fermato un automobilista con tagliando assicurativo contraffatto proprio con questo sistema.

“Tramite registrazione effettuata online con l’utilizzo di falsi documenti d’identità presso società che gestiscono domini e telefonia sul web – spiega il vicequestore aggiunto Lucia Tondo, dirigente della sezione Polstrada di Lecce -, si creano call-center di agenzie di brokeraggio online fittizie, con numeri di telefono apparentemente legati a specifiche aree del territorio nazionale, ma che in effetti vengono gestiti online da queste società e sono legate ad una numerazione interna Voip”.

Voip è l’acronimo per Voice over Ip, il protocollo che permette una conversazione telefonica usando le linee web.

“Vengono inoltre creati siti internet relativi alle società di intermediazione assicurativa e database dove si registrano tutte le informazioni, come nominativi, targhe, tipo veicoli, di polizze rilasciate dall’organizzazione”, prosegue il dirigente della stradale, addentrandosi nella spiegazione del meccanismo. “Presso il citato call-center – aggiunge - è sempre reperibile un addetto che, accedendo al data base ha a disposizione tutti gli elementi per fornire alle forze di polizia i dati riguardanti la polizza controllata con possibilità di inviare il rendiconto tramite fax, utilizzando il sistema Voip o e-mail”. Insomma, tutto apparentemente in regola. Con operatori che manifestano solerzia e professionalità. Ma poi, cosa può accadere?

“Tramite terze parti compiacenti, come autosaloni o simili – prosegue il vicequestore aggiunto Lucia Tondo -, vengono emesse polizze cinque giorni apparentemente da compagnie assicuratrici operanti sul territorio nazionale, come Carige, Uniqa, Italiana, Augusta, Zurich, e riportanti timbri con i dati dei broker ed i numeri telefonici degli stessi. Soltanto il controllo della documentazione assicurativa delle forze di polizia – mette in guardia - permette di accertare la sussistenza della copertura assicurativa, interrogando la banca dati Ania oppure contattando i referenti antifrode delle compagnie assicuratrici”.

“L’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni – spiega ancora -, ha segnalato casi di commercializzazione di polizze Rca contraffatte, anche aventi durata temporanea di cinque giorni, tramite i siti internet: www.playitalia.eu, www.assicurazione5gglowcost.it e www.mediabrokerline.com”. Su questi sono aperte da qualche tempo indagini penali e i primi due siti risultano al momento disattivi.  “L’Ivass – dice ancora il vicequestore - richiama l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che i siti web degli intermediari che esercitano l’attività d’intermediazione tramite internet devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario, l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica e il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass”.

“Per gli intermediari del See abilitati a operare in Italia – continua - il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia, con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine”.

“I siti web che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema d’intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte”, ammonisce il dirigente della Polstrada. “Per questo è necessario - suggerisce - verificare sempre, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione del sito www.ivass.it”.

Questo, dunque, è l’episodio particolare emerso durante le verifiche, ma tanti sono stati anche gli altri casi riscontrati di violazioni. La polizia stradale ha operato con tredici pattuglie e ventotto agenti, fra Lecce, Casarano, Cavallino, Copertino, Corigliano, Maglie, Novoli,  Surano, Surbo e Ugento. Nel corso dei servizi sono stati controllati 512 veicoli e contestate 126 infrazioni.

Particolarmente altro è stato il numero delle violazioni per mancanza di copertura assicurativa. Ben ventidue veicoli sono stati sequestrati e i conducenti sanzionati. Sono state inoltre contestate trentatré contravvenzioni per la mancata revisione dei veicoli, sei per non aver ultimato la documentazione riguardante il passaggio di proprietà, altrettante per patente scaduta di validità, una per trasporto abusivo di rifiuti, cinque per non aver consegnato l’estratto di documento sostitutivo da parte delle Agenzie pratiche automobilistiche, una per circolazione senza permesso provvisorio dovuto alla perdita della carta di circolazione, un’altra per mancata custodia del veicolo sottoposto a fermo amministrativo. Altre 48 contestazioni hanno riguardato altri tipi di infrazioni.

Non sono neanche mancate le violazioni con rilievo penale: due le denunce per guida senza aver mai conseguito la patente, che hanno comportato anche il fermo amministrativo dei veicoli, ed una  per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ma anche e soprattutto, si è registrato quell’episodio di contraffazione e falsificazione di contrassegno assicurativo tramite broker online e sul quale il vicequestore aggiunto Lucia Tondo ha messo in guardia gli automobilisti. Un eccessivo risparmio può nascondere trappole e insidie.  

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