Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Calunnia verso comandanti finanza e polizia locale, avvocato rischia processo

La Procura ha chiuso le indagini nei confronti dell'avvocato Giuseppe Tempesta, 43enne di Campi Salentina. Avrebbe accusato ingiustamente il colonnello Patrizio Vezzoli, il maggiore Antonio Sederino e il comandante Domenico Zacheo di sottoporlo a reiterati controlli e contravvenzioni

Auto nei pressi del tribunale di Lecce

LECCE – Avrebbe calunniato due ufficiali della guardia di finanza di Lecceil colonnello Patrizio Vezzoli e il maggiore Antonio Sederino (rispettivamente ex comandante provinciale ed ex comandante della compagnia di Lecce, poi promossi ad altro incarico). La Procura della Repubblica del capoluogo salentino ha chiuso le indagini nei confronti dell'avvocato Giuseppe Tempesta, 43enne di Campi Salentina.

L’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Corleto, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, in più occasioni avrebbe incolpato i due ufficiali, pur sapendoli innocenti, del reato di abuso d’ufficio “sostenendo che i due per ragioni di grave inimicizia nei suoi riguardi e dunque al fine di arrecargli un danno, avevano impartito ai militari in servizio presso la sezione dei “baschi verdi” l’ordine di servizio di sottoporlo a reiterati controlli mentre transitava con la proprio autovettura nonché l’elevazione da lui definita inopinata di un gran numero di contravvenzioni” tra febbraio e agosto del 2011.

Stesso modus operandi, questa volta con una lunga serie di denunce presentate ai carabinieri, nei confronti del comandante della polizia locale di Lecce Domenico Zacheo accusato di abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio, falso ed estorsione. Alla base delle accuse del 43enne, “l’aver consentito l’illecita contestazione della contravvenzione di sosta davanti a passo carrabile, sollecitata da personale della guardia di finanza, nonché la conseguente illecita rimozione dell’autovettura sostenendo che il passo carrabile era “illecito” perché non conforme alle norme vigenti”. Anche in questo caso il reato ipotizzato è di calunnia.

L’indagato ha ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato.

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