Abbandonato o smarrito? Decine di commercianti soccorrono un cane impaurito

In viale della Libertà trovato un meticcio ben curato, con guinzaglio, ma atterrito e senza microchip. Sul posto si sono poi diretti agenti di polizia locale e personale dell'Asl. Qualche lamentela per un intervento giudicato tardivo. Ora si trova presso il canile municipale

Il controllo del microchip.

LECCE – “L’hanno abbandonato, l’abbiamo trovato qui, con il guinzaglio attaccato”, dicono alcuni negozianti e residenti, indicando un cestino dei rifiuti in viale della Libertà, angolo via Ludovico Pepe.

“No, in realtà era lì, più in fondo. Poi l’ho spostato di qua io in attesa dei vigili, perché non stesse al sole, e per farlo visitare dal veterinario”, spiega un altro, indicando un punto diverso di viale della Libertà, ma sul marciapiede opposto, nei pressi dell’angolo con via Padre Bonaventura da Lama. “Io l’ho visto circolare intorno alle 10, avanti e indietro, spaurito”, dichiara un altro uomo.

Non è chiaro bene cosa sia successo, sono diverse le versioni fornite davanti agli agenti della sezione ambientale della polizia locale, e questo è persino un bene, perché significa una sola cosa: quel cane, pelo fulvo e ben curato, taglia media, ha avuto momentaneamente più “padroni” che si sono tutti preoccupati per lui, portandogli acqua, persino facendolo visitare presso uno studio veterinario che si trova in viale della Libertà.

Qui è stato anche accertato il fatto che non avesse microchip, aspetto poi confermato anche da un operatore dell’Asl, intervenuto sul posto.

Insomma, più azioni di volontari improvvisati, molti dei quali non hanno visto quanto stavano facendo altri. Tutti però si sono prodigati in qualche modo e tutti sono apparsi rammaricati e alterati per l’accaduto. Sia perché nessun passante, in almeno due ore, s’è fatto avanti per rivendicare il possesso del cane, e questo non ha fatto altro che alimentare i sospetti di un abbandono, sia perché più di qualcuno ha protestato per un intervento di recupero giudicato lento. Sembra, infatti, che le prime segnalazioni ai numeri d’emergenza siano partite proprio intorno alle 10 del mattino o giù di lì.

Oggi, però, è una giornata particolare, la protesta vibrante dei lavoratori dell’ex manifattura tabacchi, con il loro corteo, ha obbligato la questura a provvedere a un servizio d’ordine disseminato per la città e fin sotto Prefettura e Tribunale penale, che ha implicato il coinvolgimento di volanti di polizia, pattuglie dei carabinieri, altre della polizia locale. Insomma, una giornata rovente su tutti i fronti.

Tant’è. La vicenda di questo povero animale non deve però passare sottogamba. E’ una delle tante di cui probabilmente non si viene nemmeno a sapere, ed è esempio di quanto la natura umana possa essere generosa (decine di cittadini interessati alla sua salute, un vero assembramento) e nel contempo menefreghista.

Perché, se anche il cane fosse stato smarrito e non abbandonato scientemente, l’assenza di un microchip rende arduo individuarne il proprietario. Ed è quindi indicativo di quanta scarsa considerazione vi sia comunque per le leggi che tutelano gli amici a quattro zampe: il microchip è un obbligo, è la carta d’identità dei cani. Chi non l'adotta, rischia sanzioni amministrative. 

Ciliegina sulla torta (si fa per dire): coincidenza vuole che questa vicenda arrivi proprio il giorno successivo rispetto alla divulgazione dei dati forniti dall’Aidaa, che affibbia a Lecce la maglia nera della Puglia per abbandono di cani (per giunta terza in Italia sotto a metropoli quali Roma e Napoli).

Ad ogni modo, il povero meticcio è apparso visibilmente sperso, atterrito e accaldato per l'alta temperatura odierna. Piangeva e voleva scappare. Era però ben curato. Inoltre aveva il guinzaglio e quindi potrebbe anche essere sfuggito di mano a qualcuno che abita in zona, o magari scappato da casa (o da un'auto) in un baleno, all’apertura della porta (o dello sportello), e scomparso alla vista in pochi istanti. 

Gli agenti della sezione ambientale del comando di polizia locale hanno provato a chiedere, intorno all’una, ad alcuni esercenti di attività e residenti della zona se avessero notato qualcuno abbandonare il cane o se ne conoscessero il padrone. Nessuno, purtroppo, ha saputo rispondere.

Per questo, un operatore del servizio veterinario l’ha preso in consegna, portandolo presso il canile municipale di via San Nicola. Se il proprietario lo riconosce ed avesse le prove per dimostrarne il possesso, si facesse avanti. Viceversa, non mancheranno certo coloro i quali vorranno interessarsene.   

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